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Troppe polemiche, Schael dirotta a Vasto la Tac promessa a Lanciano: e la Lega resta a guardare?

Agosto 06
16:18 2020

Veleni d’estate



Troppi veleni: Schael dirotta a Vasto la Tac rigenerata, promessa a Lanciano.

“Non posso e non voglio imporre una scelta della Direzione a tutti i costi e andare contro la volontà del responsabile della Radiologia e del sindaco di Lanciano. Perciò la tanto vituperata seconda Tac acquistata per l’ospedale “Renzetti” sarà trasferita a Vasto, dove sono ben felici di averla”.

Il direttore generale della Asl Chieti Thomas Schael pone fine, con una decisione sofferta, alle roventi polemiche suscitate nel capoluogo Frentano dalla delibera per la fornitura di un tomografo Canon, con ricostruzione a 160 strati, “rigenerato”.

Utilizzando la metafora dell’auto a km zero, in conferenza stampa era stato puntualmente chiarito che il termine non equivale a “usato, o di seconda mano”, perché si tratta di apparecchi nuovi, venduti dalla stessa ditta a condizioni di acquisto più vantaggiose, che in genere hanno avuto la vita breve di un’esposizione nei saloni dedicati alle tecnologie, e garantiti in tutte le componenti. 

Due Tac per il Renzetti

“Avevo detto in tutta trasparenza che questa Tac non sostituiva quella attuale, a 16 strati acquistata nel 2007,  ma sarebbe stata la seconda in dotazione dell’ospedale – aggiunge il direttore – destinata all’alta specialità, come la diagnostica oncologica e cardiovascolare, lasciando l’altra alle urgenze. Analoga scelta è stata compiuta per Chieti, con un apparecchio gemello di quello previsto per Lanciano. Era evidente che l’ospedale ne avrebbe guadagnato in termini di tecnologia e i cittadini in qualità e precisione della diagnosi, ma altri non sono stati dello stesso avviso: il responsabile della Radiologia di  Lanciano, che ha inviato  una durissima nota, sottoscritta anche da altri operatori, per esprimere netto dissenso all’installazione dell’apparecchio; il sindaco di Lanciano, che ha gridato all’offesa alla città per una Tac di seconda mano; il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, che ha chiesto al Dipartimento Salute della Regione un’azione di monitoraggio sugli acquisti della Asl. Con enorme dispiacere devo prendere atto che sindaco e radiologo si sentano oltraggiati e offesi dall’arrivo della nuova tecnologia diagnostica, e non desidero prolungare oltre questo disagio”.

La Tac rigenerata va a Vasto

“Abbiamo perciò adottato i provvedimenti per annullare i lavori alla Radiologia di Lanciano, non più necessari, e destinare la Tac rigenerata a Vasto, dove viene accolta a braccia aperte e recepita come un’opportunità”, annuncia Schael.

“E’ giusto, quindi, rispettare le volontà, e se a Lanciano si preferisce rinunciare ad avere di più oggi aspettando il meglio domani, la richiesta va assecondata. E’ importante, in assoluto, non l’ubicazione delle tecnologie, ma che l’Azienda assicuri nel proprio territorio un’offerta diagnostica adeguata alla domanda espressa dai cittadini, e ad Atessa, Vasto e Chieti la diagnostica per immagini è di livello evoluto”, commenta il dg Asl.

E Lanciano resta in attesa

“Per Lanciano si dovrà aspettare l’erogazione del finanziamento già chiesto alla Regione per la sostituzione della Tac attuale. Nell’attesa averne due sarebbe stato sicuramente utile alla collettività, ma tant’è – dice il manger aziendale – le volontà espresse sono state altre. Restano il rammarico per l’opportunità persa e il doveroso ringraziamento agli imprenditori che avevano manifestato la disponibilità a contribuire all’acquisto della Tac per far crescere l’ospedale di Lanciano”.

E la Lega resta a guardare?

Polemiche roventi, si diceva all’inizio, che coinvolgono una città chiamata alle urne per la prossima primavera.

Sarebbe opportuno che la politica, in particolare il gruppo della Lega che esprime l’assessore regionale alla Sanità, non rimanesse a guardare. Proprio il segretario regionale, on. Luigi D’Eramo, disse poco più di un mese fa, in conferenza stampa a Lanciano, che il suo partito è pronto a proporre un proprio uomo alla guida della città. Penalizzare il “Renzetti” e i suoi operatori sanitari non gioverebbe alla campagna elettorale, di fatto già iniziata.