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Vertenza Honeywell: non c’è niente per cui esultare, chiusura confermata

Febbraio 17
14:33 2018

L’accordo al Mise prevede 10 mesi di Cigs




Non c’è niente per cui esultare: la fabbrica gioiello dei turbo in Val di Sangro chiuderà e i lavoratori perderanno il posto. 

L’intesa raggiunta al tavolo del ministero dello Sviluppo economico, il 16 febbraio, ha segnato la svolta nella vertenza, aperta a primavera scorsa, ma ha anche segnato il futuro dei 420 dipendenti Honeywell: incentivi all’esodo con più modalità, cassa integrazione fino a febbraio 2019 per i lavoratori che vorranno aderire e stabilimento in regalo per chi vorrà reindustrializzare il sito produttivo con il riassorbimento di almeno 100 lavoratori.

La morte, annunciata per fine marzo 2018, è stata dunque solo rinviata di 10 mesi. 

I lavoratori decideranno se accettare l’incentivo di 50 mila euro (fisso per tutti) oltre 1.000 euro per ogni anno di anzianità oppure 22 mensilità oppure cassa integrazione fino a febbraio: i dettagli dell’intesa sottoscritta a Roma verranno illustrati nell’assemblea unitaria convocata per mercoledì prossimo nella ormai ex fabbrica dei turbo.

Tra i commenti del giorno dopo, il coordinatore regionale Uilm Nicola Manzi pone l’accento sullo scippo del lavoro perpetrato ai danni del territorio, sottolineando l’incapacità della politica.

Per la Fim Cisl adesso inizia un percorso in salita per la ricerca di imprenditori disposti a fare investimenti, dichiara al Tgmax il segretario provinciale Primiano Biscotti.