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Violenza sulle donne, a Lanciano la testimonianza di Silvia nel giornale dell’istituto De Titta-Fermi

maggio 31
21:32 2018

“È fondamentale il rispetto tra uomo e donna”



Violenza verbale e fake news, violenza sulle donne e vaccini: questi i temi principali affrontati nel giornale di scuola “Il Ponte” al De Titta-Fermi di Lanciano (Chieti), che ha coinvolto una quindicina di alunni, con il coordinamento del giornalista Pier Paolo Di Nenno.

In 28 pagine i redattori in erba raccontano anche le attività dell’istituto, corredate di foto di classe e passaggio del testimone tra le quinte e le prime. Non mancano spunti di scrittura creativa e articoli redatti in lingua. Anche le immagini contenute nel giornale sono originali, come la foto della copertina realizzata da una studentessa appassionata di fotografia, Anna Carnevale di Altino.

Ed è la testimonianza di Silvia, 34 anni, scampata ad una storia di violenza domestica lunga 12 anni, ad aver catturato l’attenzione dei più. “Mi auguro che portiate il ricordo di ciò che è successo a me – ripete la giovane donna nell’aula magna della scuola – che sappiate riconoscere una relazione sbagliata”. 

Dall’eccessiva gelosia dell’ex convivente al tentativo di strangolamento, anni di un progressivo isolamento fino al momento del riscatto e della rinascita con il centro antiviolenza Dafne. Ma non ha sporto denuncia, “Perché – spiega Silvia al Tgmax – in Italia le leggi in merito alla protezione della donna che denuncia violenza non sono adeguate”.

Licia Zulli, coordinatrice del Centro antiviolenza Dafne di Lanciano, ha sottolineato importanza di far sapere che in città c’è chi può aiutare le donne in difficoltà, “è una notizia – ha detto agli studenti – che può salvare una vita”. E poi h aggiunto, “È importante che si parli non solo dei fatti violenti di cronaca ma anche dei casi di riscatto e di chi ce l’ha fatta”.

Vedo in voi la speranza di un cambiamento per quello che è una piaga – ha concluso Silvia rivolgendosi alle ragazze e ai ragazzi del De Titta-Fermi – ogni giorno sentiamo di una donna o di una compagna uccisa. Tutto questo deve essere fermato”.