Emozioni senza tempo al parco Villa delle Rose, con Antonello Venditti in tur “Notte prima degli esami” quarantesimo anniversario.
Lanciano ha abbracciato Antonello Venditti in un concerto che ha toccato corde profonde al Parco Villa delle Rose.
A 76 anni, il cantautore romano ha dimostrato vitalità e generosità sul palco intatte,
regalando al pubblico le sue canzoni di sempre, che ognuno di noi conosce a memoria e con le quali ha costruito la propria colonna sonora personale.
L’aria si è fatta densa di attesa quando l’arpeggio introduttivo di “Notte prima degli esami” ha riempito lo spazio, evocando immediatamente ricordi e sensazioni che hanno attraversato generazioni intere.
“La canterete ancora quando io non ci sarò più…”, ha detto Venditti scherzando, prima di intonare uno dei suoi successi maggiori.
E non importa se l’età fa tremare le corde vocali, facendo cedere qualche acuto.
L’emozione che Venditti ha saputo creare è stata senza tempo, unendo generazioni in un coro unanime.
Non è stato solo un concerto, di oltre due ore e 40 minuti, ma di un vero e proprio racconto, come lui stesso lo ha definito,
un viaggio attraverso brani che sono diventati parte della nostra storia collettiva.
I pezzi più famosi sono stati introdotti da aneddoti e ricordi, svelando la genesi di melodie e parole che hanno segnato incontri, crescita personale, amori, separazioni.
Straordinaria la risposta del pubblico: in cinquemila hanno riempito il Parco Villa delle Rose, dalle poltronissime alla gradinata, fondendo la propria voce a quella dell’artista, in un’energia palpabile.
Un’autentica dimostrazione d’affetto, a conferma di come certe canzoni superino il tempo e le mode, restando impresse nel cuore e nella mente.
Venditti si è aperto con una sincerità disarmante, parlando delle sue tre “dipendenze”.
No, nessuna droga – ha tenuto a precisare subito – ma
l’adrenalina del palco, l’amore e, immancabilmente, Roma, la sua città.
Un momento particolarmente toccante è stato il ricordo della sua battaglia contro la depressione, superata grazie ad amici speciali.
E qui la dedica a Lucio Dalla per “Ci vorrebbe un amico”, un omaggio commovente che ha allargato la memoria ad altri giganti della musica italiana con cui ha condiviso momenti significativi: Pino Daniele, Fabrizio De André e i Pooh.
La serata a Lanciano ha incarnato il senso della sua stessa canzone,
“Che fantastica storia è la vita”.
Un concerto che ha scaldato i cuori, fatto vibrare l’anima e ribadito il potere eterno della musica di unire, emozionare e, a volte, guarire.

