Le esequie in cattedrale.
Un silenzio carico di commzione,
interrotto solo da un lungo, scrosciante applauso, ha avvolto piazza Plebiscito a Lanciano.
La Cattedrale della Madonna del Ponte ha ospitato l’ultimo saluto a Diomede Barchiesi, il 50enne deceduto dopo la tragica aggressione avvenuta a Fossacesia Marina il 9 agosto scorso.
All’arrivo del feretro, la comunità ha mostrato la sua commozione nel modo più toccante: gli amici di sempre, in sella alle loro biciclette,
hanno alzato le ruote al cielo,
formando un simbolico corridoio d’onore per un compagno di pedalate che non c’è più.
“Quando c’era un problema era presente. Era lì per tutti.
Era un cuore buono. Era un cuore di carne e non un cuore di pietra”, ha ricordato Don Alessio Primante durante l’omelia, seduto sui gradini dell’altare, accanto al feretro.
Il responsabile della Cappellania scolastica della Diocesi di Lanciano – Ortona ha invitato la cittadinanza a trasformare il dolore in un impegno collettivo:
“Oggi chiedo a tutti di ricostruire, di cominciare a riprendere i pezzi,
di alzarci e ricostruire insieme. Facciamo entrare l’odio alla nostra tavola e trasformiamolo in amore. Perché così siamo una comunità. Anche se occorre tempo, come per le cose belle”.
Il ricordo di Diomede, un uomo che ha perso la vita nel tentativo coraggioso di proteggere i propri figli minorenni, resta vivo nelle parole di chi lo amava. Maria Chiara De Fidelibus, amica e avvocato di famiglia, ha espresso il sentimento di molti: “Provare oggi rabbia e sgomento è inevitabile e legittimo. Confidiamo in una giustizia vera, rigorosa, ferma:
pretendere giustizia è l’ultimo atto di amore e di rispetto per la tua vita”.
Momenti di profonda commozione hanno segnato la fine della cerimonia, quando la figlia Allegra, 15 anni, ha dedicato al padre parole struggenti:
“Ogni persona che conoscevo mi diceva, ‘sei uguale al tuo papà’.
Abbiamo lo stesso carattere. Non mi vedrai crescere, non sarai al mio diploma, non mi accompagnerai all’altare. Io non avrei potuto avere papà migliore. Ma qualcuno ha deciso di portarti via da me. Mi mancherai tanto, papi”.
Intanto, sul fronte medico-legale, l’autopsia ha confermato come la violenza del colpo inferto — un pugno che ha causato gravi fratture al volto, mandibola e naso — sia compatibile con la dinamica dell’aggressione. Mentre la Procura di Lanciano prosegue le indagini su un diciottenne indagato per omicidio preterintenzionale, resta il conforto del nobile gesto compiuto: la donazione degli organi, un ultimo atto di generosità che permetterà a Diomede di continuare a vivere attraverso gli altri.
Lanciano non dimenticherà il suo “cuore di carne”,
un uomo capace di unire la famiglia, la passione per il calcio, i viaggi in camper e le pedalate in mountain bike, insegnandoci, come ha suggerito Don Alessio, a rimetterci in sella anche quando le cose non vanno come vorremmo,
trasformando l’odio in amore.
Rivedi qui la diretta dei funerali trasmessa da Telemax, d’intesa con la famiglia e la Curia, per permettere a tutta la comunità di partecipare a questo momento di profondo cordoglio.
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