Romano e musicista.
Vite difficili, storie di solitudine e precarietà,
una richiesta d’aiuto per sopravvivere con decoro, evitare il definitivo addio ad ogni speranza.
In città da due anni vagabonda Roberto Rega,
66 anni, romano, ex musicista senza fortuna, ora nella precarietà assoluta.
Disoccupato e invalido civile, passa le giornate nella ex stazione ferroviaria, sempre accompagnato dalla fedele Emy al guinzaglio, presenza confortante di una vita che non ha concesso sconti.
Senza fissa dimora Roberto dorme all’addiaccio,
riscaldandosi con un sacco a pelo che porta nello zaino, riparandosi sotto pensiline o ripari di fortuna, sempre tra i binari.
Uomo mite, ha ricevuto solidarietà e sostegno da più anime generose, ma il suo appello accorato è di ottenere
un ricovero, un tetto, una soluzione
che lo sottragga da una condizione ormai non più sostenibile.
Servizi sociali e Politiche della casa, interpellati dal Tgmax, si dichiarano pronti a trovare soluzioni specificando però che mai è stata inoltrata richiesta e mai Roberto abbia manifestato la sua condizione.
La buona volontà c’è,
la situazione potrà risolversi.
