[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=zbdNc_hpHSM[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 16 febbraio 2015. Prostituzione: una giovane cinese denuncia i suoi aguzzini e dopo un anno di indagini la Squadra mobile di Pescara smantella un’organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione. Trenta euro la prestazione minima, giro d’affari stimato in 90 mila euro al mese. Il capo, una donna cinese di 49 anni, è sfuggita alla cattura mentre giocava al casinò di Venezia. Trenta euro a prestazione in tre diversi appartamenti a Pescara e Montesilvano, annunci sui giornali locali con immagini inequivocabili e offerta di massaggi, con il centralino che smistava appuntamenti che rispondeva da Venezia: è il giro di sfruttamento della prostituzione ‘low cost’ gestito da cinesi e scoperto dalla Squadra mobile di Pescara, in collaborazione con i colleghi di Venezia, Prato, Rimini e Padova. Fondamentali le rivelazioni di una delle giovani prostitute che, con l’aiuto della Polizia, si è affrancata dal giogo dei suoi aguzzini. Il gip del Tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, su richiesta del pm che ha diretto le indagini, Salvatore Campochiaro, ha emesso ordinanze di custodia cautelare in carcere per tre uomini e tre donne, tutti di nazionalità cinese e con regolare permesso di soggiorno. Dopo un anno di appostamenti, pedinamenti e intercettazioni la Squadra mobile di Pescara ha ricostruito come il mercato del sesso “low cost” sia in mano ai cinesi. Le ragazze, chiamate “operaie”, in molti casi non sapevano una parola di italiano, erano costrette a soddisfare ogni richiesta dei clienti e si proponevano a prezzi “concorrenziali”, a partire da 30 euro. Negli appartamenti, dove le ragazze ricevevano i clienti, di tanto in tanto il capo dell’organizzazione – una donna – o i suoi emissari si recavano per rifornirle di cibo e del necessario per vivere e lavorare, preservativi compresi, ma soprattutto per riscuotere i loro proventi: il giro d’affari superava i 90mila euro al mese. Nel corso delle indagini sono stati accertati ingenti trasferimenti di denaro in Cina attraverso operatori finanziari. L’operazione della Squadra Mobile di Pescara è ancora in corso: tre delle sei ordinanze di custodia cautelare devono ancora essere eseguite. Il capo dell’organizzazione, una donna di 49 anni domiciliata a Venezia, stava giocando al Casinò ma è riuscita a fuggire qualche minuto prima dell’arrivo dei poliziotti. Gli arresti sono stati eseguiti a Prato, in provincia di Padova e a Venezia. “Oltre alle tre case scoperte nel pescarese – ha spiegato il capo della Squadra Mobile, Pierfrancesco Muriana – l’organizzazione ne gestiva altre due, una a Roma e un’altra a Brindisi. Ma potrebbero essercene altre”. In conferenza stampa gli agenti hanno fatto sapere di aver ascoltato anche una decina di clienti, italiani fra i 20 e i 60 anni, e i proprietari delle case, ignari di quello che accadeva nelle abitazioni affittate; tutti hanno fornito validi elementi agli investigatori. I tre appartamenti erano in via Spaventa a Montesilvano (Pescara) e a Pescara in pieno centro, in Piazza Primo Maggio e Corso Vittorio Emanuele.
Cronaca
- Altino: uccise la nonna, perizia psichiatrica su Alessandro Carminucci
- STEM e alta tecnologia: accordo tra Its Academy Lanciano e INFN Laboratori nazionali del Gran Sasso
- Alberto Bagnai si è dimesso dalla Camera dei deputati
- Chieti: dichiarata morte cerebrale per Giampiero De Cecco
- Trasporto merci: maxi frode internazionale per somministrazione fraudolenta di manodopera
- Lanciano: sosta selvaggia alla Nottata, venti auto rimosse
- Ermal Meta e Fabrizio Moro pronti a salire sul palco delle Feste di settembre
- Lanciano: una paratura nuova per le Feste

