[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=P0_j3RDUyzA[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 16 febbraio 2015. Elettrodotto: querce abbattute a Filetto (Chieti) per realizzare il sostegno n.59 dell’infrastruttura sul tracciato Villanova-Gissi di Terna, la denuncia è dei comitati che si battono contro l’opera ritenuta “inutile”. Neppure il rischio elevato di frana riesce a fermare il passaggio dell’elettrodotto di Terna Villanova-Gissi; a Filetto, in provincia di Chieti, “molte querce maestose sono state già tagliate e altre decine faranno la stessa fine tra poco”. La denuncia è dei Comitati che si battono contro la realizzazione dell’elettrodotto Terna in Abruzzo che hanno documentato tutto con foto, con diametro alla base da 60 a 70 centimetri per quercia. “Dopo le immagini dei cantieri trasformati in piscine da una modesta piena del fiume Pescara, a causa della localizzazione dei sostegni in piena zona di esondazione – scrive in una nota Augusto De Sanctis – ora arrivano le foto di tagli di querce maestose fino a 70 centimetri di diametro alla base. È il cantiere per il sostegno n.59 in territorio di Filetto – precisa l’ambientalista – ma su altri cantieri dell’opera sono previsti tagli simili, sempre in aree a rischio frana elevato. Almeno 10 sostegni consecutivi di questo tratto dell’elettrodotto – precisa De Sanctis – sono localizzati su un versante classificato nella categoria ‘a rischio frana elevato’ dal PAI della Regione Abruzzo. Frane attualmente in stato quiescente per le quali, però, vi è un elevato rischio di riattivazione”, fa notare l’ambientalista. La scelta appare ai Comitati “quantomeno azzardata, sia per la stabilità dei sostegni stessi sia per tutte le altre conseguenze indirette di tale localizzazione e dei lavori che ne discendono, come il taglio degli alberi necessario per non interferire con i cavi e i cantieri. Non crediamo sia una grande idea di cui andar fieri sottoporre a nuovi stress ambientali un’area così vulnerabile – dichiara De Sanctis – in un paese che è letteralmente devastato da frane ed alluvioni ogni volta che cadono due gocce d’acqua”. Gli esempi di terreni fragili come Villa Celiera e Civitella Casanova, nel Pescarese, sono solo i più recenti. Ma c’è un altro dato che preoccupa: 55 sostegni su 151 dell’elettrodotto Terna ricadono in aree classificate a rischio di esondazione o frana sulla base di mappe e studi ufficiali degli enti pubblici come Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole forestali, Ispra e Agea; enti pubblici che comunque hanno ritenuto di autorizzare l’opera e “funzionari che, evidentemente, continuano a far finta di niente. D’altronde – constata amaramente De Sanctis – l’Italia è piena di opere autorizzate finite sott’acqua o sotto una frana, ma sembra che tutto debba continuare ad essere approvato come se nulla fosse”. Sarebbe il caso, invece, di “rivedere, anche in auto-tutela, tutte le autorizzazioni e i pareri rilasciati per quest’opera” che i Comitati continuano a ritenere “inutile”.
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