[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=7M9DntUvoVQ[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 18 febbraio 2015. Il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua torna all’attacco sulla realizzazione dell’elettrodotto Terna Villanova-Gissi e lo fa presentando un corposo dossier finalizzato ad illustrare tutte le criticità di “un’opera inutile dal punto di vista energetico per gli abruzzesi, un tracciato che presenta troppi rischi idrogeologici, un iter procedurale denso di criticità, tra difetti di pubblicazione di atti rilevanti e assenza di partecipazione dal basso”. Il volume, presentato oggi alla stampa, in 39 pagine fa il punto della situazione sull’elettrodotto e, soprattutto, sui “rischi” derivanti dal progetto, con il supporto di materiale fotografico, tavole di pericolosità del territorio ed articolo di giornali non solo locali, ma anche di altre aree, per fare il raffronto con analoghe situazioni critiche. Lo studio tratta ed approfondisce non solo le problematiche già affrontate dagli ambientalisti, come quelle relative al rischio idrogeologico “che interessa ben 55 sostegni su 151 perché posti su aree franose e a rischio di esondazione”, la Determina “Sorgi” e le modalità dei controlli sui cantieri, ma anche “molte novità rispetto a diversi altri elementi del progetto e dell’iter autorizzativo”. “E’ spuntata – dicono gli attivisti riassumendo i contenuti del dossier – una seconda ‘Determina Sorgi’, che non pare essere stata pubblicata sul Bura, con cui si approva il corridoio ottimale Villanova-Gissi-Foggia; attua, cioè, la Determinazione precedente. Il progetto esecutivo di Terna prevede la localizzazione di sostegni della tipologia ‘Monostelo’, a corpo compatto, mentre nel progetto esaminato nella procedura di Via i sostegni erano di tipologia del tutto differente, a ‘traliccio’ tradizionale, una difformità rilevante”. “Il Comune di Paglieta (Chieti) – dicono ancora al Forum – ha certificato con una lettera di non aver mai ricevuto la documentazione relativa alla seconda procedura di Via, una questione molto delicata che attiene al rispetto delle norme comunitarie e nazionali. Terna, inoltre, sostiene che è fatto ordinario costruire piloni in aree come lagune e risaie. Non si parla, però, di fiumi: una breve e banale ricerca evidenzia che il rischio è reale in quanto in pochi anni diversi piloni sono crollati letteralmente nei fiumi, uno dei quali, di 33 metri, proprio in Abruzzo, nel 2013, con la piena del Salinello”. Emerge, inoltre, la “clamorosa ‘dimenticanza’ del Ministero dell’Ambiente che ha approvato due progetti di livello nazionale, lo stoccaggio gas di San Martino sulla Marrucina (Chieti) e l’elettrodotto, distanti tra loro solo 100 metri senza accorgersi dell’insistenza dei due interventi sulla stessa area: non sono stati valutato né l’effetto domino in caso di incidente né l’effetto cumulo degli impatti ambientali dei due progetti”. Se Terna motiva la necessità dell’opera parlando di deficit energetico, gli ambientalisti, con il dossier, rispondono spiegando che “un elettrodotto non produce energia ma la trasporta”. I consumi elettrici, in Abruzzo, secondo il Forum Acqua, sono in forte calo, mentre “le centrali abruzzesi sono in grado di generare energia ampiamente in eccesso”. Di conseguenza “non vi è alcun rischio black-out”. Il Forum fa anche l’esempio della Puglia: “nonostante sia in fortissimo surplus, +87% nel 2013 – spiegano -, è stato autorizzato un cavo Albania-Puglia da 500 MW. Come mai? Non è che dobbiamo diventare importatori di energia prodotta a costi bassissimi nei Balcani e rivenduta a prezzi altissimi e fissi agli italiani?”, si chiedono gli ambientalisti. Il dossier è stato inviato a tutti gli enti coinvolti e, alla luce delle oltre 20 criticità elencate, gli attivisti del Forum chiedono di “riesaminare in autotutela i pareri e le autorizzazioni favorevoli rilasciati”, perché, ribadiscono, si tratta di “un’opera inutile”.
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