L’Aquila, 26 febbraio 2015 – Sorpreso ma soprattutto “umiliato perché il testo sembra rappresentare l’immagine di una città ormai distrutta e priva di speranze”. Così il sindaco dell’ Aquila, Massimo Cialente in una lettera al premier Matteo Renzi, al sottosegretario alla Presidenza, Graziano Delrio, al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti e al sottosegretario Teresa Bellanova. Al centro la sede regionale dell’Agenzia del Lavoro indicata in Pescara in quanto all’Aquila non ci sarebbero immobili disponibili. Cialente al Governo: “Ripensateci”.
La frase sotto accusa è contenuta, riferisce il sindaco dell’Aquila, nella relazione tecnica che dovrebbe accompagnare lo ‘Schema di Decreto Legislativo recante disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione socialé. A pagina 2 della relazione, riporta Cialente, si legge che: “‘Va inoltre evidenziato gli uffici della Agenzia non necessariamente devono avere sede nel capoluogo di Regione, in quanto tale scelta non sempre appare funzionale alle attività di coordinamento che è loro richiesto (ad es. in Abruzzo, anziché L’Aquila, dove peraltro non è disponibile alcun immobile, è possibile disporre di una sede capiente a Pescara)'”. Da qui la decisione di Cialente di prendere carta e penna e scrivere a Roma offrendo anche una soluzione: “All’Aquila, infatti, in Via XX Settembre il Dipartimento del Welfare – riferisce Cialente – possiede degli uffici presso la sede dell’ex Inpdap, di circa 4500 metri quadrati complessivi. Non vi sarebbe quindi alcun problema ad ospitare più di 100 impiegati. Tale edificio è in via di recupero funzionale, sarà aderente alla normativa antisismica, intelligente dal punto di vista energetico, e che attualmente non avrebbe alcuna destinazione futura. Nei prossimi 20-24 mesi, tempo di recupero completo dell’edificio, se mai dovesse partire l’immediata costituzione dell’Agenzia Unica, la sede potrebbe essere ospitata in diversi edifici, tra cui la sede dell’ex Tribunale, che si libererà tra quattro mesi”. E conclude Cialente: “Trovo, quindi, pretestuoso e ingiustificato, nonché offensivo nella nostra situazione particolare di comunità che si sta risollevando dalla tragedia che ci ha colpiti, quanto riportato nella richiamata relazione che, quindi, auspico, in sede di approvazione del Decreto Legislativo, possa essere rimosso” dicendosi “certo di un ripensamento”.
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