[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ow7rCvErxQU[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 19 marzo 2015. “Tre nuovi grandi gasdotti per 217 km di tracciato potrebbero tagliare le campagne abruzzesi passando accanto alle case di migliaia di cittadini”, a lanciare l’allarme è il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua che sottolinea come tutto ciò avvenga “nonostante i rischi connessi a queste infrastrutture, come dimostra la recente esplosione di Pineto, e senza tener conto che i consumi sono in netto calo”.
“Sono nuove grandi opere progettate ad uso e consumo dei profitti di chi le propone – sostiene il Forum – e del tutto inutili per gli abruzzesi che già usufruiscono della rete di distribuzione”. I territori di grandi comuni saranno attraversati per decine di chilometri: L’Aquila per 20,1; Teramo per 4,8 km; Chieti per 1,9; Sulmona per 10,9 km e Lanciano per 9,9. Quarantasei i comuni coinvolti nelle quattro province. Gli ambientalisti chiedono a Regione Abruzzo, Province e Comuni di opporsi alle nuove opere “che rispondono ad una logica di vera e propria colonizzazione da parte di multinazionali, finalizzata a far diventare l’Italia una piattaforma logistica su cui far viaggiare il gas verso il Nord Europa”.
Due dei tre nuovi gasdotti sono della Gasdotti Italia, società di proprietà di un fondo di investimenti internazionali con sede a Londra. La strategia, secondo il Forum, è chiara: i gasdotti servono per collegare i nuovi pozzi che vogliono trivellare sulle colline abruzzesi, allacciare i nuovi stoccaggi che sono in progetto (S. Martino sulla Marrucina e S. Benedetto del Tronto) e in cui saranno gestiti circa 700 milioni di mc di gas all’anno, per poi trasportare tutto verso il Nord Europa. “I tre nuovi gasdotti – sostiene il Forum – sono stati inseriti, quasi clandestinamente e per decreto, nella Rete Nazionale dei Gasdotti senza che queste scelte siano assoggettate alle procedure che prevedono la partecipazione di enti locali e cittadini che sono obbligatorie in base alla Direttiva sulla Valutazione Ambientale Strategica. Negli altri paesi europei da anni la rete delle infrastrutture di trasporto di gas e petrolio vengono assoggettate a queste norme che permettono la partecipazione dei cittadini”.
La Regione, sostengono gli ambientalisti, può bocciare in sede di Valutazione di Impatto Ambientale il gasdotto Larino-Chieti-Pianella. Ai cittadini, gli ambientalisti propongono di attivare ogni forma di organizzazione per essere ancora più efficaci nelle azioni di contrasto contro questo piano di trasformazione del territorio abruzzese.
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