[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=r6AdjgEZIKQ[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 1 aprile 2016. Balneazione: sono dieci i tratti di litorale abruzzese che partiranno con il divieto di balneazione il primo maggio e otto saranno chiusi per tutta la stagione estiva. I dati emergono dalla classificazione 2016 delle acque di balneazione approvata dalla Regione. “I nodi – commenta il Forum H2O – iniziano ad arrivare al pettine”.
L’Abruzzo inizierà la bella stagione con 18 tratti di costa chiusi alla balneazione 8 dei quali saranno chiusi per tutta la stagione estiva perché hanno raggiunto i cinque anni consecutivi di classificazione nella categoria “scarsa”. Gli altri potranno essere riaperti solo dopo analisi confortanti e dopo la risoluzione delle cause che hanno determinato le criticità. I dati emergono dalla delibera di Giunta regionale che contiene la classificazione 2016 delle acque di balneazione. La classificazione è stata fatta sulla base delle indicazioni dell’Unione Europea che ha chiesto agli Stati Membri di classificare ai fini della balneazione le acque dei singoli tratti di costa in quattro classi di qualità: eccellente; buona; sufficiente, scarsa. La classificazione tiene conto esclusivamente dell’inquinamento di tipo microbiologico, verificando l’entità della presenza di Escherichia coli ed enterococchi. Il 49,1% dei tratti costieri abruzzesi rientra nella categoria “eccellente”; poco meno del 20% nella categoria “buono”; quasi il 15% nella categoria “sufficiente” e il 16,5% nella categoria “scarsa”. Gli 8 tratti interessati dal divieto permanente di balneazione si trovano: uno a Roseto, 4 ad Ortona, 2 a San Vito Chietino ed uno a Torino di Sangro. “In Abruzzo i nodi sono arrivati al pettine, commenta Augusto De Sanctis del Forum H2O. Se i nostri corsi d’acqua sono stati ridotti a fogne e i depuratori, per oltre il 50%, non funzionano bene – dicono gli ambientalisti – lo dobbiamo ad una politica dissennata di gestione della cosa pubblica che ha massacrato anche le opportunità di lavoro”. Un esame dei dati suddivisi per Provincia permette di evidenziare che i dati leggermente migliori sono relativi a quella di Teramo (con il 52,2% dei tratti costieri che rientrano nella categoria ‘eccellente’); la peggiore è Pescara che registra il 29,4% nella categoria ‘scarsa’.
C’è da notare che sulla Costa della provincia di Chieti, i divieti interessano i soliti punti, ovvero le foci di torrenti e fossi dove i limiti hanno sempre superato i valori limite.
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