[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=EAGnfplyVF0[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 14 maggio 2016 – Lanciano: dal salvataggio del promontorio di San Giovanni in Venere, a Fossacesia, alla battaglia popolare per fermare l’insediamento della Sangro-Chimica in val di Sangro. Italia Nostra sezione di Lanciano compie 50 anni di attività con tanta storia da raccontare in una mostra allestita all’Officina storica Sangritana fino a domenica 22 maggio.
Dal salvataggio del promontorio e dell’abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia alla battaglia popolare per fermare l’insediamento della Sangro-Chimica in val di Sangro, fino a sollevare per prima il dibattito sulla necessità della tutela del Corridoio adriatico dismesso dalle Ferrovie di Stato: Italia Nostra sezione di Lanciano compie 50 anni di attività e ha davvero tanta di storia di raccontare. Soprattutto attraverso il suo fondatore, il prof. Emiliano Giancristofaro: perché se oggi c’è il vincolo paesaggistico a San Giovanni in Venere, l’Abruzzo deve ringraziare la sua tenacia nel perseguire l’obiettivo finale. Una storia affascinante che racconta un pezzo d’Italia degli anni Sessanta. Tutto ebbe inizio dal cartello “si vendono lotti di terreno edificabile”: il campanello d’allarme che mise in moto la battaglia del giornalista Giancristofaro sulla stampa locale Cronache degli Abruzzi del Messaggero, era il 1963. Emblematici i titoli dei numerosi articoli: “Deturpato il panorama di S. Giovanni in Venere da lottizzazioni di terreno a scopo edilizio”, “Le autorità provinciali debbono impedire la lottizzazione”, “La soprintendenza ritarda ad intervenire” e poi le lettere al cronista dai frati passionisti dell’abbazia, irritati da tanto clamore attorno alla loro struttura, che poi abbatterono nella parte conventuale del Seicento, usando addirittura della dinamite. La battaglia si concluse nel 1966, quando grazie alle sollecitudini del prof. Giancristofaro e all’intervento del senatore missino Ninì Pace, il ministro Gui firmò il vincolo paesistico che divenne definitivo l’anno dopo con la firma del ministro Natali, con i ringraziamenti di entrambi i titolari di dicastero al professore. E a questo risultato ne seguirono altri a favore del territorio, anche grazie alle congiunture: è il caso della Sangro-Chimica, che nei primi anni Settanta scatenò una vera e propria sollevazione popolare contro la raffineria petrolifera. La realizzazione, però, conferma il prof. Giancristofaro, venne fermata dalla crisi del settore petrolifero. E al posto della Sangro-Chimica arrivò la Fiat con la Sevel.
Le celebrazioni del cinquantenario di Italia Nostra proseguono con la mostra allestita all’Officina storica della Sangritana, a Lanciano, con contenuti multimediali, documenti e fotografie che testimoniano le battaglie condotte sul territorio. Resterà aperta fino a domenica 22 maggio.
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