

La biografia di Pannella, un uomo in trincea dal divorzio all’aborto
Il 2 maggio 1930 nasce a Teramo Giacinto Pannella detto Marco da Leonardo e Andrè Estachon. Nel 1950 si laurea in legge; nel 1955, dopo un’esperienza nella gioventù liberale e nell’unione goliardica italiana, l’associazione degli studenti di estrazione laica, fonda il partito radicale insieme a Pannunzio, Carandini, Cattani. Nel 1960 è corrispondente de Il Giorno da Parigi, nel 1963 assume la segreteria del partito radicale e nel 1965 inizia la campagna divorzista con Loris Fortuna. Nel 1968 viene arrestato a Sofia, dove protesta per l’invasione della Cecoslovacchia, e osserva il primo grande digiuno gandhiano.
Nel 1973 fonda e dirige il quotidiano Liberazione, nel 1974 conduce la campagna per il no all’abrogazione del divorzio, nel 1975 inizia la battaglia per la depenalizzazione delle droghe, facendosi arrestare per aver fumato uno spinello in pubblico. Nel 1976 entra per la prima volta alla Camera come deputato, sarà rieletto nel ’79, nell’83 e nell’87. Nel 1977, a maggio, durante una manifestazione referendaria non violenta dei radicali, viene uccisa Giorgiana Masi. Nel 1979, insieme a Leonardo Sciascia, viene eletto sia al Parlamento Europeo che alla Camera dei deputati. Nel 1981 vittoria referendum per il no all’abrogazione dell’aborto. Alla fine degli anni ’80, Pannella trasforma il partito radicale in un partito transazionale, allargando il campo delle sue battaglie alla lotta contro la pena di morte e contro la fame nel mondo. Nel 1992 si presenta alle elezioni politiche con la lista Pannella, ottiene 1,2 per cento dei voti e 7 deputati. Nel 1992 viene eletto presidente della circoscrizione di Ostia (Roma), lo rimarrà per circa cento giorni, fino alle dimissioni volontarie nel 1993. Nel 1994 si allea con Silvio Berlusconi e ottiene la nomina di Emma Bonino come commissario europeo con il sostegno di FI. L’alleanza con il centrodestra dura fino al 2001, quando fonda il movimento politico Radicali Italiani, sezione italiana del Partito Radicale Transnazionale. Nel 2002 Pannella promuove, con l’ex docente universitario Luca Coscioni, colpito da sclerosi laterale amiotrofica, l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. Nel 2006 alle elezioni politiche sostiene Romano Prodi e nel 2008 si allea con il Pd, permettendo a nove radicali di entrare in Parlamento con le liste dei democratici. Dal 20 aprile al 19 luglio 2011 attua lo sciopero della fame e della sete per un’amnistia contro le condizioni dei detenuti nelle carceri italiane. Nel 2009 lancia un manifesto su La peste italiana, “contro la partitocrazia e la distruzione delle regole democratiche e dello stato di diritto”. Nel 2014 lancia la Campagna per la Riforma della giustizia e per l’Amnistia, mentre nell’anno successivo, il 2015, diventa centrale la Campagna per il diritto umano alla conoscenza avviata già nel 2002. 
Nel 2016 arriva la malattia, un tumore che non gli ha dato tregua negli ultimi anni, lo costringe a casa, dove continua a lavorare e a ricevere tanti ospiti, molti esponenti di spicco della politica. Fino all’epilogo di ieri, con il ricovero d’urgenza in una clinica privata romana dopo che alcune funzioni vitali si erano praticamente fermate. E oggi l’annuncio della morte dato in diretta da Radio Radicale alle 14.16. 
I commenti della politica nazionale e locale
– Santa Sede: “Marco Pannella e’ una persona con cui ci siamo trovati spesso in passato su posizioni discordanti, ma di cui non si pteva non apprezzare l’impegno totale e disinteressato per nobili cause”. Lo ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, dalla Città del Vaticano.
– Massimo D’Alema: “Sono molto dispiaciuto per la scomparsa di Marco Pannella, che è stato un grande protagonista della vita politica italiana e di tante battaglie laiche e libertarie. Non sempre siamo stati d’accordo e più di una volta siamo stati a discutere con franchezza e anche con durezza”. “In questi lunghi anni, però – aggiunge D’Alema – non si è mai spezzato il filo di un dialogo e di un confronto basati sulla stima e sul rispetto. Mi sento vicino – conclude D’Alema – ai suoi amici e compagni, e a tutte le persone che hanno apprezzato le sue battaglie”.
– Gianni Chiodi: “La mia prima tessera e’ stata quella radicale, ma oggi ad andarsene e’ l’amico prima ancora dell’ispiratore di tante battaglie radicali, non tutte mie. Oltre al dolore, rimane la fierezza del segno che il nostro concittadino ha lasciato nella storia politica e civile di questo paese senza, per di piu’, aver ricoperto ruoli di governo. Senza aver avuto il riconoscimento, dovuto, di senatore a vita”. Lo afferma Gianni Chiodi, presidente emerito della regione Abruzzo, commentando la scomparsa del leader radicale. “Oggi tutti sono Pannella, me ne compiaccio, ma il mio auspicio e’ che, al di la’ delle frasi di circostanza, viva il suo esempio, la ricerca infaticabile di un riformismo autentico e mai fine a se stesso, mai puntato sul mero consenso ma sulla necessita’ di rendere piu’ giusta, ne’ migliore ne’ peggiore, la nostra societa’”.
Luciano D’Alfonso: “Addoloratissimo apprendo della morte di Marco Pannella, un abruzzese, un politico di razza, un guerriero per i diritti”. Lo scrive il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso. “Sebbene lontanissimi per formazione politica, tutte le volte in cui ci siamo incontrati abbiamo sempre riscontrato un’armonia cristallina data dal rispetto reciproco e dall’accordo su un tema fondamentale: la battaglia per il progresso della collettivita’. Da ragazzo – ricorda il governatore – ho ammirato il coraggio e l’intensita’ con cui affrontava le battaglie per i diritti civili, e assistendo ad un suo comizio negli anni Ottanta ho percepito la forza immensa con cui difendeva e propugnava le sue idee. Da adulto ho potuto confrontarmi con lui, maestro della parola e liberatore di liberta’, apprezzandone le rare doti di cultura e intelligenza. Marco Pannella – commenta infine il presidente – manchera’ non solo all’Abruzzo ma all’Italia tutta, e a nome di tutta la regione lo saluto con calore fraterno”.
– Matteo Renzi: esprime “le condoglianze del governo e quelle mie personali alla famiglia” di Marco Pannella. Il premier che stava parlando di Europa con il primo ministro olandese Mark Rutte ricevuto a palazzo Chigi commenta cosi’ la morte dello storico leader del partito radicale: “E’ la scomparsa di un grande leader italiano, che ha segnato la stotia dell’Italia. Vorrei a nome mio personale e del governo e della forza politica che rappresento fare un grande omaggio alla storia di questo combattente e leone della liberta’”. Il presidente del Consiglio esprime quindi “un sentimento di commozione, quella stessa commozione che – dice – sta pervadendo l’intero Paese. Il tempo e la storia potranno raccontare chi e’ stato Marco Pannella in Italia”, conclude Renzi.
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