
Scrive D’Amico nel comunicato diffuso alla stampa ieri pomeriggio: “Chiariamo una cosa. Se Tonia Paolucci avesse scelto di apparentarsi con Pupillo, in caso di vittoria al ballottaggio, i candidati consiglieri eletti nella sua coalizione sarebbero gli stessi, Casapound compreso. Perché lo dice la legge. Lo prevede il meccanismo elettorale della nostra democrazia”.
Ma Pupillo replica: “No, D’Amico si sbaglia. E di tanto. O, peggio ancora, non conosce il testo unico degli Enti Locali, che dovrebbe invece conoscere a menadito candidandosi ad amministrare una Città importante come Lanciano. L’articolo 72 del Testo Unico Enti Locali, la bibbia per i Comuni e chi li amministra, al comma 7 dispone: “Per i candidati ammessi al ballottaggio rimangono fermi i collegamenti con le liste per l’elezione del consiglio dichiarati al primo turno. I candidati ammessi al ballottaggio hanno tuttavia facoltà, entro sette giorni dalla prima votazione, di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con cui e’ stato effettuato il collegamento nel primo turno. Tutte le dichiarazioni di collegamento hanno efficacia solo se convergenti con analoghe dichiarazioni rese dai delegati delle liste interessate”.
“Dunque – prosegue Pupillo nella nota – al ballottaggio si collegano le singole liste, quelle interessate. Non si prende il pacchetto intero per legge, come vorrebbe far credere D’Amico al suo elettorato, comprensibilmente deluso dalla resa senza condizioni alle richieste di Tonia Paolucci. Una resa che sta agitando la vigilia del voto nel gruppo di D’Amico, com’era prevedibile”.
“Noi siamo stati chiari, da tempi non sospetti – scrive Pupillo -. Non avremmo mai potuto stringere un patto per governare la Città Medaglia d’Oro al Valor Militare con la lista di Casapound. Mai. Per un semplice fatto: i valori neofascisti e xenofobi che quel simbolo rappresenta non sono compatibili con i nostri valori, che ribadiremo in un incontro in programma oggi alle 19 davanti il Monumento dei Martiri Lancianesi. Quel simbolo non sarà sotto il mio nome e cognome sulla scheda elettorale. Perché non siamo mai stati interessati, a differenza di D’Amico, al collegamento con la lista in questione: di conseguenza, in caso di apparentamento con Tonia Paolucci, non avremmo eletto nessun loro consigliere”.
“Quel simbolo – rimarca Pupillo – sarà vicino a quello dell’UDC sotto il cognome D’Amico perché il candidato D’Amico e il suo gruppo hanno scelto così. Non perché lo dice la legge (sic!). Il candidato D’Amico abbia almeno il coraggio di rivendicare le proprie scelte fino in fondo, invece che confondere il suo elettorato palesando una grave non conoscenza del testo unico degli enti locali”.
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