Dalla grande calamità una valanga di opportunità: un titolo inqualificabile per gli abruzzesi, che hanno ancora viva nella memoria la tragedia di Rigopiano. Proteste e polemiche sul titolo del convegno previsto a Teramo il 22 giugno, che ha subito richiamato alla mente la tragedia dell’hotel di Farindola travolto da una valanga sotto cui sono morte 29 persone e di cui proprio il 18 giugno scorso si sono commemorati i 5 mesi. Dietro al titolo un’immagine che evoca proprio quella valanga. Il portavoce del Comitato vittime, Gianluca Tanda, parla di “assoluta indignazione” e poi commenta: “Mi è sembrato di risentire le risate di quegli affaristi che si fregavano le mani quando ci fu il terremoto del 2009”. Il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, stigmatizza il titolo che “mantiene sanguinante una ferita dolorosissima”. Il M5s Abruzzo parla di occasione per tacere persa, mentre per il parlamentare di Fi Fabrizio di Stefano si tratta di “macabra umanità”. Il Rettore dell’Università di Teramo, Luciano D’Amico, che avrebbe dovuto ospitare l’evento, ha annullato la giornata di studi.
“Non siamo noi gli organizzatori, abbiamo solo fatto divulgazione agli iscritti, su richiesta del Gruppo Carabinieri Forestale di Teramo. Abbiamo ricevuto e-mail di cittadini e iscritti che esprimevano perplessità sul titolo” commenta Mario Di Pardo, presidente Federazione Ordini dottori Agronomi e Forestali d’Abruzzo. Sulla locandina i loghi di Regione Abruzzo, Università di Teramo, Fondazione Gran Sasso, Accademia Scienze forestali-Firenze, Zooprofilattico Teramo, Carabinieri Forestali.
Tra i nomi dei relatori quello del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso. “Non sarò presente poiché non risultano inviti alla mia segreteria né richieste di patrocinio alla struttura di Presidenza” ha commentato su Facebook mentre infuriava la polemica. “Stigmatizzo il titolo che mantiene sanguinante una ferita dolorosissima. Tra l’altro domani sarò impegnato a Roma in una serie di appuntamenti istituzionali calendarizzati da tempo”.
E si dice assolutamente certo “che gli organizzatori mai avrebbero voluto mancare di doveroso rispetto alle vittime dei recenti eventi calamitosi” il rettore Luciano D’Amico che, parlando di “infelice titolazione” e di “incolpevole equivoco” che “vede coinvolta suo malgrado l’Università di Teramo”, nel pomeriggio comunicava l’annullamento dell’evento “su richiesta dei responsabili dell’iniziativa”, comunque “finalizzata esclusivamente alla presentazione di una ricerca sul fenomeno valanghe nell’intera area del Gran Sasso”.
Parla di “pessimo gusto” ed “espressione di una macabra umanità” il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano. “Lo scorso gennaio a molte persone quella valanga non ha dato opportunità, bensì ha portato via per sempre l’affetto dei propri cari”. Rincara la dose la consigliera regionale del M5S Sara Marcozzi: “L’unica opportunità che si è persa è quella di tacere. Dopo la tragedia di Rigopiano, le vittime, i milioni di danni alle imprese, le inefficienze della Regione, la carenza di mezzi di soccorso, leggere il vergognoso titolo fa rabbrividire”.
“Questi signori sono corresponsabili della tragedia che ha colpito le nostre popolazioni – commenta il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo – Guardare quella locandina non so se mi ha fatto più schifo, pena o malinconia”.

