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Vertenza Honeywell, lo stabilimento di Atessa è stato ceduto alla Baomarc

agosto 05
20:16 2019

Inizia il piano di reindustrializzazione



Atessa (Chieti): lo stabilimento Honeywell dismesso.

Vertenza Honeywell: dopo mesi di rinvii, la multinazionale dei turbo che ha trasferito la produzione in Slovacchia, ha ceduto lo stabilimento alla Baomarc.

Un primo passo importante al Ministero dello sviluppo economico, commentano i sindacati, verso la riassunzione delle maestranze: l’impegno della Baomarc è di riassorbire circa 162 lavoratori sui 329 licenziati.

Lo stabilimento di Atessa (Chieti) è rimasto chiuso per 13 mesi, dopo la lunga vertenza che ha visto presidi a oltranza di lavoratori e sindacati, per settimane, davanti ai cancelli di via Ancona.

“In queste ore si è concretizzato il primo passo verso una ripresa industriale e una speranza per i lavoratori della Honywell”, commenta il segretario Fim Cisl Raffaele Apetino.

Nel corso dell’incontro al Mise, l’azienda ha detto che entro settembre istallerà due linee di produzione.

“Il piano di reindustrializzazione presentato dalla Baomarc prevede 22 milioni di euro d’investimenti – commenta Nicola Manzi, segretario Uilm Chieti-Pescara – la riassunzione avverrà con le tempistiche stabilite: 110 lavoratori nei prossimi 12 mesi e 52 in 36 mesi”.

La Baomarc ha comunicato ai sindacati che entro ottobre si concluderanno i colloqui ed entro novembre ci saranno le prime 20 assunzioni.

Bisogna far presto, dice ancora la Uilm, “la Naspi è in esaurimento e l’indennità economica prevista decresce” mese dopo mese. Stessa preoccupazione della Fiom, che incalza: “La durata della Naspi rischia di non coincidere con i tempi previsti per le ricollocazioni, i lavoratori rischiano di non avere più un sostegno al reddito”.

Le parti torneranno ad incontrarsi al Mise ad ottobre, per un monitoraggio del piano industriale. “Ci sarà bisogno di altri confronti – aggiunge la Fiom – anche per una verifica totale del bacino interessato e soprattutto per conoscere gli strumenti che potranno essere messi a disposizione per la ricollocazione della totalità dei lavoratori”.