La decisione.
Al via la vendemmia 2026,
la giunta regionale abruzzese, su proposta del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, come già avvenuto negli anni precedenti, ha approvato misure di contenimento produttivo capaci di favorire un riequilibrio tra domanda e offerta con l’obiettivo di sostenere il percorso di crescita in valore dei vini d’Abruzzo.
Le determinazioni adottate prevedono la riduzione delle rese in vigneto e il ricorso al bloccaggio amministrativo di una quota della produzione di uva raccolta.
Risultano, infatti, ancora presenti nelle cantine regionali oltre un milione di ettolitri di Montepulciano d’Abruzzo Doc, mentre le giacenze di Pecorino ammontano a circa 240.000 ettolitri.
In particolare, la delibera stabilisce la riduzione della resa massima da destinare alla produzione di Montepulciano d’Abruzzo Doc che scende da 150 a 135 quintali per ettaro. Di questi 135, 110 quintali sono di produzione libera, mentre i restanti 25 quintali per ettaro costituiscono la riserva vendemmiale e quindi si ritengono in bloccaggio fino al 30 giugno 2028. Sulla gestione della raccolta del Pecorino IGT Terre d’Abruzzo/Terre Abruzzesi la delibera dispone la resa massima a 140 quintali per ettaro. Le misure adottate si propongono di preservare l’equilibrio del mercato ed evitare una significativa contrazione dei prezzi, in particolare del Montepulciano d’Abruzzo Doc, che potrebbe compromettere la redditività delle imprese vitivinicole regionali.
In questo modo si preserva l’equilibrio del mercato, si tutela il valore del lavoro dei produttori e si consolida il posizionamento dei vini d’Abruzzo sui mercati nazionali e internazionali,
evitando che un eccesso di disponibilità possa determinare un calo dei prezzi e compromettere i risultati raggiunti negli ultimi anni.

