La lettera.
In una vicenda tanto tragica quanto dolorosa, appare oggi necessario richiamare tutti al rispetto della verità, delle persone coinvolte e del lavoro della giustizia.
Questo l’incipit della lettera scritta dalla famiglia Di Giuseppe – Carminucci a sostegno del giovane Alessandro, in carcere dalla notte del 6 agosto scorso come presunto omicida della nonna materna Gilda Di Giuseppe, 89 anni.
Sono oltre venti i professionisti che, con competenza e rigore, stanno operando per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti:
il Procuratore Capo della Repubblica, i magistrati e i collaboratori della Procura, i consulenti e i periti incaricati, nonché le Forze dell’Ordine che, fin dai primi istanti, stanno conducendo un’attività investigativa scrupolosa e approfondita. A loro soltanto spetta il delicato compito di accertare i fatti sulla base di elementi concreti, nel rispetto delle regole e delle garanzie previste dal nostro ordinamento.
Parallelamente, assistiamo con profonda amarezza al proliferare di commenti, ricostruzioni e giudizi espressi da chi non conosce i fatti,
non conosce le persone coinvolte e ignora il contesto in cui questa immane tragedia si è consumata. Eppure, senza alcuna cognizione della realtà, c’è già chi ha pronunciato una sentenza, alimentando un clima di odio, disinformazione e pregiudizio che nulla ha a che vedere con la ricerca della verità.
Nessuno intende sminuire la gravità dell’accaduto.
Il dolore provocato da questa tragedia è devastante e irreparabile.
Proprio per questo, di fronte allo scempio della ragionevolezza, dell’umanità e della capacità di comprendere la complessità di quanto accaduto, la famiglia sente il dovere di affermare con chiarezza la propria posizione.
La famiglia, nella sua interezza, è oggi unita e compatta nel sostenere Alessandro con ogni mezzo consentito dalla legge,
umano e lecito, affinché possa affrontare il percorso giudiziario e personale che lo attende nel pieno rispetto dei principi dello Stato di diritto. Questo sostegno non rappresenta una negazione della gravità dei fatti, ma la volontà di non abbandonare un proprio familiare nel momento più drammatico della sua esistenza.
Si rivolge, infine, un appello al senso di responsabilità di tutti.
Qualora dovessero continuare la diffusione di notizie false, ricostruzioni arbitrarie o espressioni gravemente diffamatorie, non vi sarà alcuna esitazione nell’intraprendere
ogni opportuna azione a tutela dei diritti e della dignità delle persone coinvolte, nelle sedi giudiziarie competenti.

