Il quadro clinico.
Diomede Barchiesi lotta tra la vita e la morte,
dopo essere stato colpito da un diciottenne di Fossacesia, che la notte del 9 agosto scorso sferrò un pugno al cinquantenne originario di Altino, residente a Lanciano con la famiglia.
La dinamica dei fatti, avvenuti alle 4 della notte, è al vaglio degli inquirenti.
In queste ore drammatiche, emergono nuovi dettagli nella ricostruzione dell’episodio violento, che il Tgmax apprende da amici della famiglia.
L’uomo, sabato sera, si trovava in camper sul lungomare di Fossacesia insieme alla moglie, per non lasciare soli i due figli minorenni, di 16 e 15 anni, impegnati nella movida.
I ragazzi avevano partecipato a un evento in un locale della riviera fino alle 3 circa, trattenendosi con altri coetanei sul lungomare dopo la chiusura. Verso le 4, il padre ha sentito la figlia gridare dal parcheggio antistante il locale ed è accorso sul posto. La ragazza gli ha indicato il giovane che poco prima avrebbe colpito con un pugno il fratello. Il genitore è intervenuto in difesa del figlio, ricevendo a sua volta un violento pugno al volto che lo ha fatto cadere pesantemente a terra, probabilmente già privo di sensi, sbattendo la testa.
I sanitari del 118 lo hanno trasportato in ambulanza all’ospedale di Pescara, dove è giunto già in coma. È stato sottoposto a due delicati interventi chirurgici per rimuovere gli ematomi. Attualmente si trova ricoverato in coma farmacologico e lotta disperatamente tra la vita e la morte.
Per ricostruire i dettagli della vicenda sono al lavoro i Carabinieri della Stazione di Fossacesia, Compagnia di Ortona. Tanti i testimoni ancora da sentire, tra presenti e famigliari. Nel frattempo è stato identificato M.M. di Fossacesia, 19 anni da compiere, denunciato dai militari a piede libero per lesioni gravissime.
Le condizioni cliniche di Diomede restano gravissime.
A fare il punto sulla situazione è la dottoressa Rosa Maria Zocaro, direttrice della Terapia intensiva, anestesia e terapia del dolore di Pescara, che ha confermato come il cinquantenne è arrivato in ospedale
in stato di coma profondo.
La specialista evidenzia che la prognosi è riservata e che il quadro clinico purtroppo rischia di compromettere la vita dell’uomo, attualmente protetto da una sedazione cerebrale.
A intervenire in urgenza in sala operatoria è stata l’equipe di neurochirurghi, il dottor Donato Carlo Zotta è direttore della UOC di Neurochirurgia.
Il paziente è stato sottoposto a due delicati interventi urgenti,
spiega, per la decompressione della scatola cranica e la rimozione di importanti ematomi, causati sia dal trauma primario che da un successivo contraccolpo.
Attualmente ricoverato in terapia intensiva,
il cinquantenne è affidato a costanti controlli dei parametri vitali e a una mirata terapia antiedemigena per prevenire danni secondari.
I medici mantengono la massima cautela. Interpellato sulla possibilità di esiti irreversibili, il primario di Neurochirurgia spiegato che è ancora prematuro pronunciarsi in modo definitivo, sebbene l’entità dei traumi lasci purtroppo aperta una drammatica eventualità legata al rischio di non recupero.
La comunità resta in trepidante attesa di nuovi aggiornamenti clinici dall’ospedale civile di Pescara, mentre proseguono le indagini per chiarire ogni responsabilità sulla brutale aggressione avvenuta durante la notte sul lungomare di Fossacesia.
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