Cinque Guarnieri e un De Rosa.
Nessuna clemenza dal tribunale di Lanciano:
il Giudice per le indagini preliminari ha rigettato le istanze presentate dalle difese dei sei indagati coinvolti nella violenta rissa dello scorso 27 giugno in via Sigismondi.
Restano dunque pienamente operative le misure cautelari del divieto di dimora a Lanciano e in tutti i comuni della provincia di Chieti
per i cinque componenti della famiglia Guarnieri e per l’esponente della famiglia De Rosa.
Nel suo provvedimento, il Gip ha motivato il rigetto facendo leva sulla gravità dei fatti contestati e sull’evidente
pericolo di reiterazione del reato.
Il magistrato ha sottolineato come le versioni fornite durante gli interrogatori di garanzia, pur nel tentativo delle difese di ridimensionare le responsabilità individuali, non siano state sufficienti a scagionare gli indagati. Secondo il Gip, infatti, le ricostruzioni emerse non escludono la sussistenza del reato di rissa aggravata per nessuno dei soggetti coinvolti,
confermando la solidità del quadro accusatorio.
Le difese, rappresentate dagli avvocati Vincenzo Menicucci per i Guarnieri e Alberto Paone per i De Rosa, avevano chiesto rispettivamente la revoca totale o l’attenuazione del divieto di dimora con misure meno afflittive. Richieste che, tuttavia, si sono scontrate con la linea di fermezza adottata dal tribunale, volta a
garantire la sicurezza pubblica nel quartiere Santa Rita e prevenire nuovi scontri tra le due fazioni.
Gli indagati dovranno quindi continuare a mantenere il proprio domicilio fuori dalla provincia di Chieti, in attesa del prosieguo dell’iter processuale.
La decisione odierna segna un passaggio decisivo,
riaffermando la volontà delle autorità di contrastare con determinazione la violenza urbana.
L’avvocato Paone ha già presentato ricorso al Tribunale del riesame dell’Aquila, mentre l’avvocato Menicucci sta valutando l’opzione.
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