Appello alle istituzioni.
Il socio di maggioranza chiede il fallimento della Baomarc di Atessa.
Fim, Fiom, Uilm e Rsu dicono no: “Non accettiamo la liquidazione con la fabbrica in piena attività.
Una decisione che beffa le istituzioni e mette in ginocchio un intero territorio”.
Una decisione che rischia di paralizzare l’indotto Stellantis in Abruzzo: il socio di maggioranza della Baomarc, il colosso cinese Baosteel, vuole la liquidazione giudiziale dell’azienda. Fim, Fiom, Uilm e Rsu si oppongono con fermezza alla posizione emersa durante l’assemblea dei Soci del 15 ottobre scorso, giunta a seguito dell’esito negativo della procedura di composizione negoziata della crisi.
Baosteel ha infatti rigettato la proposta del socio di minoranza di accedere a un concordato preventivo in continuità aziendale.
I sindacati ritengono inaccettabile chiedere il fallimento di un impianto in piena attività produttiva,
nato dal percorso di reindustrializzazione dell’ex Honeywell di Atessa e acquisito al prezzo simbolico di 1 euro. Un eventuale stop alle forniture travolgerebbe centinaia di imprese dell’indotto e migliaia di lavoratori della provincia di Chieti e dell’intera regione.
Dichiarato lo stato di agitazione con un primo sciopero di due ore per lunedì 19 ottobre,
in concomitanza con la riunione del CdA. Le organizzazioni sindacali chiedono con forza la salvaguardia dei posti di lavoro e sollecitano l’intervento urgente di Regione Abruzzo e Mimit.
Comunicato sindacale unitario
Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e le Rsu dello stabilimento esprimono ferma, totale e irremovibile contrarietà rispetto alla posizione assunta dal socio di maggioranza di Baomarc Automotive Solutions S.p.A. (Baosteel Metal Products Industry Co., Ltd.), espressa in occasione dell’Assemblea dei Soci dello scorso 15 ottobre. A fronte dell’esito negativo della procedura di Composizione Negoziata della Crisi (CNC) – dovuto alla mancanza di intesa tra i soci – Baosteel ha dichiarato di voler procedere verso la liquidazione giudiziale (fallimento) della società, rigettando la proposta del socio di minoranza di accedere a un concordato preventivo in continuità aziendale.
Come Fim, Fiom, Uilm e Rsu riteniamo questa scelta irricevibile, grave e irresponsabile, per ragioni industriali, sociali e istituzionali. Vale la pena ricordare che Baomarc è stata scelta dal Ministero dello Sviluppo Economico (ora Mimit) proprio per la reindustrializzazione del sito dell’ex Honeywell di Atessa. Un’operazione in cui la società ha acquisito il capannone al prezzo simbolico di 1 euro a fronte del preciso impegno sociale e industriale di riassorbire i lavoratori e garantire occupazione al territorio. È oggi ancora più inaccettabile che, dopo aver beneficiato di questo percorso e delle risorse pubbliche/istituzionali, si decida di voltare le spalle al territorio e chiedere il fallimento.
Chiedere la liquidazione di un’azienda mentre gli stabilimenti sono in piena attività produttiva rappresenta un paradosso inaccettabile. Gli ordini ci sono, le lavorazioni proseguono a pieno ritmo e le lavoratrici e i lavoratori stanno garantendo le forniture con massimo impegno e professionalità. La decisione di fermare Baomarc mette in gravissima difficoltà l’intero tessuto socio-economico del nostro territorio. Un eventuale blocco delle forniture rischia di paralizzare la produzione dello stabilimento Stellantis di Atessa, scatenando una reazione a catena devastante che travolgerebbe centinaia di aziende dell’indotto e migliaia di lavoratrici, lavoratori e famiglie della provincia di Chieti e dell’intera regione Abruzzo.
