Organizzazione in chat.
Quattro giovani sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria, di cui tre minorenni, a seguito di un’articolata attività d’indagine condotta dalla Digos di Pescara e dal C.O.S.C. Abruzzo.
L’operazione scaturisce da un attento monitoraggio dei social network, culminato nell’individuazione di una chat WhatsApp denominata “PROTESTA PESCARA CENTRO” – successivamente ridenominata “PROTESTA PESCARA 24” – e di un canale Telegram collegato, che riunivano circa 400 utenti
con l’obiettivo di organizzare una protesta di piazza nel centro di Pescara.
All’interno delle conversazioni virtuali sono emersi messaggi dal chiaro contenuto istigatorio alla violenza.
Gli investigatori hanno scoperto la pubblicazione di un vero e proprio vademecum con indicazioni dettagliate sull’abbigliamento da indossare (vestiti neri, passamontagna, occhiali e maschere antigas) e sugli strumenti da utilizzare, tra cui fumogeni per bloccare la vista alle forze dell’ordine, petardi e mortai.
Non sono mancate allusioni esplicite all’uso di pistole e molotov contro la polizia,
oltre all’indicazione di specifici obiettivi commerciali da prendere di mira.
Alla luce di questi elementi, la Digos di Pescara e il C.O.S.C. Abruzzo hanno depositato una informativa di reato congiunta per il reato di istigazione a delinquere aggravata presso la Procura della Repubblica di Pescara e quella per i Minorenni di L’Aquila.
Le Autorità Giudiziarie competenti hanno quindi disposto le perquisizioni, ravvisando inoltre per il solo indagato maggiorenne anche l’ipotesi di reato di detenzione di arma da sparo.
I provvedimenti sono stati eseguiti nella mattinata del 23 ottobre: tre in provincia di Pescara e uno nei confronti di un minore residente in provincia di Chieti. Durante le perquisizioni gli agenti hanno sequestrato gli smartphone in uso agli indagati, un coltello a scatto con lama di circa sette centimetri e una pistola softair, riproduzione di una Beretta 92 FS priva di tappo rosso. Le indagini proseguono per identificare altri partecipanti responsabili di contenuti di rilevanza penale.
