[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=B0fjSWsl0og[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 5 maggio 2015. Agricoltura: gli agricoltori protestano per i danni causati dalla fauna selvatica e chiedono maggiori risorse per gli indennizzi. L’assessore regionale Pepe annuncia: “Dalle prossime settimane si sparerà al cinghiale oltre i tre mesi del calendario venatorio”.
Sono arrivati con i trattori a L’Aquila, davanti a Palazzo Emiciclo, gli allevatori di Confagricoltura che contestano alla Giunta regionale di voler ridurre le già scarse risorse legate all’indennizzo da fauna selvatica. Del cinghiale non ci piace neppure il prosciutto, è uno degli slogan al quale gli allevatori affidano la protesta davanti ai cancelli della sede del consiglio regionale. Gli allevatori chiedono alla Regione di intervenire principalmente nella vicenda dei rimborsi dei danni causati dalla fauna selvatica, in particolare dai cinghiali, che hanno creato enormi difficoltà alle aziende del territorio. “A oggi – hanno spiegato i rappresentanti del comparto – non vengono ancora interamente liquidati i danni dal 2010 al 2014”. L’assessore all’Agricoltura Dino Pepe ha proposto l’avvio di un percorso comune con le amministrazioni provinciali, al fine di verificare se esistono ancora dei residui nei capitoli di bilancio riservati agli indennizzi. “Le risorse stanziate dalla Regione – ha aggiunto l’Assessore – si sono rivelate insufficienti a far fronte a tutti i risarcimenti, i danni provocati dalla fauna selvatica sono stati più ingenti di quelli stimati in sede di bilanci di previsione”. Per quest’anno la Regione ha aumentato l’importo degli indennizzi, passato da 500mila a 750mila euro. (int.)
“L’obiettivo della Regione non è quello di far fronte alle richieste di risarcimento, quanto prevenire i danni”, ha aggiunto il presidente della commissione Agricoltura, Pierpaolo Berardinetti. “In Abruzzo, 3 Province su 4, ad eccezione di quella dell’Aquila, hanno gia’ approvato i piani quinquennali di gestione della fauna selvatica, che costituiscono le premesse per un progetto complessivo di intervento. Novità sono contenute anche nel nuovo Psr, con misure sia per la prevenzione sia per l’attivazione della cosiddetta filiera del cinghiale”. Tra le altre richieste avanzate dagli allevatori spicca quella su un regolamento unico regionale riguardante i pascoli, che venga redatto coinvolgendo nella stesura anche gli organismi direttivi delle aree protette, ognuno dei quali oggi disciplina la materia in modo autonomo.
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