[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=M5tXcQ_gcPk[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 12 maggio 2015. Droga: sette arresti eseguiti su dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse, la polizia di Chieti e Lanciano smantella organizzazione albanese dedita allo spaccio di cocaina ed eroina.
Il reato di associazione per delinquere non viene contestato, ma ha permesso di smantellare una vera e propria organizzazione criminale l’indagine condotta, in questi mesi, dalla prima sezione criminalità organizzata e straniera della Squadra Mobile di Chieti e dal settore anticrimine del commissariato di Lanciano, con sette arresti eseguiti su dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Chieti Antonella Redaelli su, richiesta del sostituto procuratore della Repubblica del capoluogo teatino Giuseppe Falasca. I dettagli sono stati illustrati in conferenza stampa, a Chieti, dal dirigente della Squadra Mobile di Chieti Francesco Costantini e dal commissario di Lanciano Katia Basilico.
L’organizzazione era composta per lo più da albanesi: l’elemento di spicco del clan, Mareglen Metushi, residente in provincia di Chieti, personaggio definito dagli inquirenti pericoloso e molto scaltro, l’unico al quale oltre allo spaccio di stupefacenti vengono contestati anche i reati di rapina ed estorsione; Ervis Lala, 31 anni, residente a Rieti; Jetmir Lala, 43 anni, domiciliato a Roma; Arjua Bruka, 29 anni, residente in provincia di Pescara; Hamimi Dybeli, 37 anni e Detjon Metushi, 24 anni, entrambi residenti in provincia di Chieti e l’unico italiano Angelino Giulio Ferrari, 33 anni di Guardiagrele. Altre tre persone, che risiedono a Bergamo, Milano e Verona sono tuttora ricercate. L’organizzazione, secondo quanto riferito dagli inquirenti, aveva impiantato in provincia di Chieti, in particolare nell’area frentana, alcune basi logistiche di smistamento di grossi quantitativi di stupefacente da immettere poi nel mercato locale, droga i cui canali di rifornimento erano Milano e Roma e che, una volta giunta in Abruzzo, veniva abilmente occultata sotto terra. A capo dell’organizzazione oltre a Metushi, detto Mario, c’era anche Dybeli: entrambi, con l’aiuto dei loro connazionali che abitano soprattutto nell’area frentana, rifornivano di droga sia quell’area che il litorale abruzzese ma si muovevano anche fra Bucchianico, Ripa Teatina e Miglianico. I cinque arresti eseguiti in flagranza, sempre nell’ambito della stessa inchiesta, fra novembre del 2014 e gennaio del 2015, avevano portato al sequestro di 300 grami di cocaina, con un grado di purezza elevatissimo e quasi 100 grammi tra eroina e marijuana. In totale le persone indagate sono 46. Nel corso delle perquisizioni è stata anche sequestrata una vecchia pistola con alcune munizioni. Ad aprile erano state arrestate altre 4 persone nell’ambito del filone lancianese dell’inchiesta, ovvero l’attività di spaccio in Val di Sangro, e fra queste la persona che avrebbe ceduto lo stupefacente che in seguito provocò la morte di un camionista di Lanciano: dall’autopsia risultò che l’autotrasportatore morì a causa di intossicazione acuta da cocaina.
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