[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=maXiKTp6dF4[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 22 giugno 2015. Crisi: il M5s propone la “Banca della Terra” per il rilancio dell’economia, una proposta di legge per affidare a giovani terreni incolti e abbandonati.
Creare nuove opportunità di lavoro ed impresa incentivando il settore dell’agricoltura, elemento trainante dell’economia abruzzese: ha questo obiettivo la proposta di legge sulla Banca della Terra d’Abruzzo, presentata dal Movimento 5 Stelle. L’iniziativa mira a permettere di avviare nuove attività agricole a soggetti che attualmente non possono farlo, poiché non in possesso di terreni. “La proposta – sottolineano i grillini – rappresenta in primo luogo una concreta opportunità di lavoro per quanti intendano dedicarsi all’imprenditoria agricola; infatti, si propone di recuperare terreni incolti o abbandonati di proprietà pubblica o privata, per assegnarli prioritariamente ai giovani agricoltori. L’obiettivo è quello di promuovere la crescita occupazionale nel settore, favorendo, nel contempo, il ricambio generazionale in agricoltura”. In base a quanto previsto dalla proposta sarà possibile aggiornare costantemente l’inventario di terreni, disponibili per operazioni di affitto o di concessione, di proprietà della Regione Abruzzo, di altri enti o privati. Vengono raccolti anche i terreni definiti “abbandonati o incolti” ai sensi della legge 4 agosto 1978 n. 440. “La ripresa della coltivazione su quei terreni abbandonati – dicono ancora al M5s – permetterebbe il miglioramento dell’assetto idrogeologico, altrimenti influenzato negativamente dall’abbandono delle terre agricole e dalla dismissione delle normali pratiche agronome. Così facendo è possibile prevenire anche il fenomeno degli incendi boschivi e delle calamità naturali in genere recuperando i terreni agricoli e forestali abbandonati, incolti o sottoutilizzati, il cui stato di degrado rappresenta un fattore di rischio per l’integrità del territorio”. Primo firmatario della legge è il consigliere Pietro Smargiassi.
Il progetto prevede che, una volta completata l’operazione di censimento e inserimento dei terreni nella Banca, gli interessati potranno fare richiesta di assegnazione, inoltrando uno specifico piano di sviluppo, contenente la descrizione del lotto, gli obiettivi produttivi, un cronoprogramma dei lavori previsti. Al proprietario del fondo spetterà un canone, che sarà determinato in base ai criteri definiti nel regolamento, o anche di comune accordo fra il proprietario e l’assegnatario.
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