[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=fUe27vkuVCM[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 6 luglio 2015. Pescara: chiedevano 5 mila euro al mese ad un commerciante, arrestati due pregiudicati per tentata estorsione con molotov.
“Se non paghi 5 mila euro al mese ti mettiamo fuoco al negozio”. Questa la minaccia che due giovani, con precedenti per reati contro la persona, avrebbero rivolto al titolare di “Cicoria Elettrodomestici”, negozio in Piazza Pierangeli a Pescara. L’esercente ha denunciato l’accaduto ai carabinieri e i due sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale per tentata estorsione in concorso e detenzione e porto illegale di armi da guerra del tipo molotov. L’operazione denominata “Pitbull” – dalla razza del cane immortalato dalle telecamere con i due mentre camminavano nei pressi del negozio – è iniziata il 7 giugno, quando il commerciante trovò una bottiglia molotov e del liquido infiammabile con uno stoppino e un messaggio contenente la richiesta di pagare, altrimenti il negozio sarebbe andato a fuoco. Immagini delle telecamere, analisi del Ris di Roma sull’ordigno preparato, dove sono state trovate le impronte di uno dei due ragazzi, hanno consentito agli investigatori di giungere ai presunti responsabili della tentata estorsione. I carabinieri sono riusciti ad individuare anche la cabina utilizzata per telefonare alla vittima, dopo aver posizionato l’ordigno davanti al negozio. Williams Bellotti, 21 anni, pescarese, è stato individuato nonostante avesse utilizzato in diverse circostanze il cognome della madre. L’altro arrestato è Kevin Orsini, 22 anni, anch’egli pescarese, nel frattempo allontanatosi dal capoluogo adriatico e bloccato su un treno diretto a nord dai carabinieri della Compagnia di Pesaro. Come spiegato in conferenza stampa dal comandante provinciale colonnello Paolo Piccinelli, dal colonnello Giovanni Di Niso e dal capitano Massimiliano Di Pietro, le indagini proseguono per capire il movente che ha portato i giovani a chiedere denaro all’esercente ed a porre in essere un’azione ritenuta di grave pericolosità sociale, con un possibile attentato, sventato grazie alle indagini dei carabinieri. Da intercettazioni, infatti, è emerso che i due avevano avuto già contatti con un malavitoso della provincia di Foggia per preparare un altro ordigno (definito nelle telefonate intercettate, bomba alla crema) se l’esercente non avesse pagato.
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