[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ENgEZ1YRMhY[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 7 luglio 2015. Mare: “Fortemente inquinati” sette punti della costa abruzzese, con cariche batteriche doppie rispetto ai limiti di legge, sui nove monitorati da Goletta Verde di Legambiente. Male foci di fiumi, torrenti e fossi. Bandiera nera alla Sasi spa di Lanciano, “L’Abruzzo deve affrontare al più presto la sfida della depurazione”.
‘Fortemente inquinati’ sette punti della costa abruzzese, con cariche batteriche doppie rispetto ai limiti di legge, sui nove monitorati da Goletta Verde di Legambiente. Male foci di fiumi, torrenti e fossi: “Criticità già riscontrate negli scorsi anni e che mettono in evidenza come l’Abruzzo debba affrontare al più presto la sfida della depurazione”, dice Legambiente che, in tal senso, ha assegnato la bandiera nera alla Sasi, dopo quella già assegnata alla politica abruzzese.
I risultati del monitoraggio sono stati presentati in conferenza stampa dal responsabile scientifico nazionale di Legambiente, Giorgio Zampetti, dal presidente regionale, Giuseppe Di Marco, e da Luzio Nelli, della segreteria. In provincia di Teramo per tre campionamenti su quattro il giudizio è “fortemente inquinato”: quello eseguito alla foce del fiume Vibrata, al confine tra i comuni di Martinsicuro e Alba Adriatica; alla foce del fiume Cerrano, a Silvi Marina; alla foce del torrente Calvano, a Pineto, dove, invece, ha dato esito positivo il monitoraggio sulla spiaggia di via Liguria. Nei limiti di legge anche il carico batterico riscontrato davanti via Balilla, a Pescara. “Fortemente inquinati” i quattro punti monitorati nel Chietino: la foce del fosso Vallelunga, tra Francavilla al Mare e Pescara; la foce del fiume Moro, ad Ortona; la foce del fosso San Giovanni, a Fossacesia; la foce del fosso Marino, a Vasto.
“Le nostre analisi – dice Zampetti – confermano le criticità di un sistema depurativo che continua a immettere in fiumi, fossi e torrenti carichi inquinanti non trattati adeguatamente.
“Tutti casi, dal sequestro dei depuratori ai casi di salmonella, così come i risultati dei nostri monitoraggi – afferma il presidente regionale Di Marco – testimoniano l’urgenza di mettere in campo politiche adeguate per il recupero e la tutela dei fiumi, delle falde e delle acque”.
Infine, Nelli ricorda che “l’Abruzzo ha anche il triste record di suoli costieri trasformati, ossia passati da paesaggi naturali e agricoli ad infrastrutture ed edifici residenziali: 91 i chilometri di costa irreversibilmente modificati rispetto ad un totale di 143 km, cioè oltre il 63,6 %”.
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