[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=loVfofK81As[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 3 ottobre 2015. Mare inquinato: anche il sindaco di Pescara Marco Alessandrini è tra gli indagati dell’inchiesta della Procura sul divieto di balneazione firmato ma mai reso noto, “mi sono presentato spontaneamente dinanzi ai procuratori che si occupano della vicenda”. Alessandrini è indagato per falso in atto pubblico e omissione di atti d’ufficio.
Il sindaco di Pescara Marco Alessandrini risulta indagato nell’inchiesta della Procura di Pescara sull’Ordinanza del divieto di balneazione e sulla sua possibile retrodatazione dopo lo sversamento in mare di liquami l’agosto scorso. “Credo che un conto siano le polemiche e le strumentalizzazioni politiche che si svolgono nell’Aula consiliare e un’altra gli accertamenti da parte della magistratura – ha detto oggi il sindaco, dichiarando inoltre di attendersi sin dall’inizio del mandato politico un caso simile – perché l’attività amministrativa significa scelte e significa anche dover fare i conti col fatto che sovente l’opposizione ti denuncia e questo – prosegue Alessandrini in una nota – mi ha dato l’opportunità di presentarmi spontaneamente davanti ai magistrati che indagano in questa vicenda e l’ho fatto accompagnato dal mio legale. Ciò ha determinato proceduralmente la mia iscrizione nel registro degli indagati”, spiega il primo cittadino, che di mestiere fa l’avvocato. “Di ciò naturalmente non sono lieto ma lo metto nel conto dei rischi del mestiere e sono sicuro di aver reso ogni chiarimento e di aver fornito ampia e leale collaborazione e sono fiducioso circa il fatto che il prima possibile questa vicenda possa definirsi”.
Il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, è indagato per falso in atto pubblico e omissione di atti d’ufficio, nell’inchiesta sul mare sporco e la gestione della balneazione a Pescara. Quello del primo cittadino del capoluogo adriatico è il terzo nome che finisce sul registro degli indagati. Gli altri due indagati, per gli stessi reati in concorso, sono il vice sindaco Enzo Del Vecchio e il dirigente del settore tecnologico del Comune, Tommaso Vespasiano. Entrambi sono stati sentiti ieri in questura dagli inquirenti. Alessandrini, invece, era già stato ascoltato dai magistrati nei giorni scorsi. Al centro dell’inchiesta, condotta dai pm Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio, la vicenda relativa allo sversamento di circa 30 milioni di metri cubi di liquami finiti nel fiume e in seguito in mare, a causa della rottura della conduttura di via Raiale, avvenuta tra il 28 e il 29 luglio scorsi. L’ipotesi investigativa è che, nonostante le ordinanze di divieto di balneazione e di revoca dello stesso divieto di balneazione, siano state entrambe emanate il 3 agosto, quella di divieto sarebbe stata retrodata al primo agosto. Le circostanze che hanno spinto i magistrati ad indagare sarebbero emerse in seguito ad alcune intercettazioni telefoniche relative all’inchiesta della Procura di Pescara denominata La City.
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