[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=5RE6YcTJ2d4[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 10 novembre 2015. L’Aquila: nuovi arresti per la ricostruzione, tangenti per appalti da 28 mln di euro. Ai domiciliari l’ex vice sindaco Roberto Riga.
Nuovi guai per l’ex vice sindaco di L’Aquila, Roberto Riga, costretto a dimettersi nello scorso gennaio perché indagato nell’ambito dell’operazione ‘Do ut des’ su presunte mazzette negli appalti. Riga, infatti, è rimasto coinvolto anche nella nuova inchiesta della magistratura aquilana su presunte irregolarità nei lavori di ricostruzione post-sisma dell’Oratorio Don Bosco. Con Riga è indagato anche l’imprenditore Massimo Mancini, vice presidente de L’Aquila Calcio, entrambi ai domiciliari. L’accusa per i due è di corruzione e di concorso in corruzione. Gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno eseguito anche altre due misure cautelari, tutte emesse dal gip Gargarella, notificando due interdittive del divieto temporaneo dell’esercizio d’impresa per il periodo di un mese nei confronti di altri due imprenditori locali operanti nel settore edile, accusati di corruzione nei confronti dell’ex assessore Riga. Al centro dell’inchiesta c’è l’appalto privato affidato all’Impresa Mancini degli interventi di riparazione e ricostruzione post-sisma dell’Oratorio Don Bosco e, successivamente, di quelli relativi all’intero complesso edilizio di proprietà dell’Opera Salesiana, di cui l’Oratorio faceva parte integrante: il tutto per un valore di 28 milioni e mezzo di euro. Secondo le indagini svolte dalle fiamme gialle e coordinate dal procuratore capo Fausto Cardella, l’ex vice sindaco si sarebbe speso con il rappresentante legale dell’Opera Salesiana per favorire l’affidamento alla ditta di Mancini e in cambio avrebbe stipulato con Mancini un contratto di affitto di 12 anni (6 anni + 6) a prezzo maggiorato rispetto a quelli di mercato di una delle due abitazioni acquistate in precedenza da sua moglie. Tra gli indagati figura anche l’attuale amministratore delegato dell’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli, ex titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione di L’Aquila. Aielli, nominato in Abruzzo nell’ottobre 2012 e passato a guidare la Zecca dopo due anni, è indagato a piede libero per abuso d’ufficio in concorso con l’allora dirigente del settore Ricostruzione privata del Comune Vittorio Fabrizi. In sostanza, i due avrebbero considerato il complesso dell’Opera Salesiana una “abitazione privata” invece che struttura religiosa, con la conseguenza di aumentare a dismisura, da soli 80 mila euro fino a 28 mln e mezzo di euro, i contributi concedibili per la riparazione post-sisma. Nell’ambito dell’operazione sono stati sequestrati a Riga beni per circa 58.000 euro, pari all’illecito profitto connesso al reato di corruzione.
“Per me è un dolore enorme – ha commentato il sindaco Massimo Cialente – più volte avevo raccomandato a Riga attenzione estrema, ma questa mattina leggendo i resoconti mi veniva la nausea”. Riga era già stato indagato nell’inchiesta ‘Do ut des’ su tangenti nei puntellamenti post-sisma e in quell’occasione uscì dalla Giunta. Il primo cittadino ha anche spiegato che l’intera vicenda fa riferimento alla ricostruzione privata “che non è stata proprio gestita dal Comune. Delibere procedurali – ha detto Cialente – sono atti normali per far partire i cantieri, non potevamo fermare una cosa finanziata con i soldi del quotidiano Libero e di Enel Cuore”.
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