Lanciano, 10 novembre 2015 – Per un prestito di 15 mila euro, avrebbero dovuto dare in cambio la loro abitazione come garanzia. Con l’accusa di concorso in presunta usura, il gup Marina Valente ha condannato, col rito abbreviato, a due anni di reclusione ciascuno i lancianesi Achille e Gino Di Rocco, padre e figlio, rispettivamente di 72 e 34 anni. I fatti contestati si riferiscono al 2009. La procura accusava gli imputati della circostanza che, a fronte del prestito, si sarebbero fatti dare in garanzia da due anziani coniugi la loro abitazione, con l’aggravante che le parti offese erano in stato di bisogno. Dopo la concessine del prestito, ci fu anche il preliminare di compravendita dell’abitazione. Il tasso usurario contestato dall’accusa sarebbe stato dell’83,20 per cento su base annua, pari a 25 mila euro.
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