Lanciano, 29 gennaio 2016 – Presunta estorsione a un commerciante: con questa accusa il gip di Lanciano, Massimo Canosa, ha emesso un’ordinanza cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 49 anni e del figlio di 28, entrambi di Lanciano. Il giovane deve rispondere anche di spaccio di cocaina. Il provvedimento restrittivo è stato chiesto dal pm Rosaria Vecchi. Secondo le accuse padre e figlio avevano costretto, dietro minacce, il commerciante a consegnargli 9 mila euro e merce varia, in particolare bancali di legna e pellet per combustione, a fronte di un debito. Anche nel caso della droga, venduta a credito, il figlio avrebbe utilizzato minacce per riscuotere l’illecito prezzo delle trattative commerciali.
In carcere sono finiti i due lancianesi G.D.R., 49 anni, e suo figlio S.D.R., 28 anni; entrambi sono ritenuti ritenuti responsabili del delitto di estorsione in danno di un commerciante della zona, mentre il ventottenne anche per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, del tipo cocaina. Le indagini sono state avviate dalla Procura a seguito della denuncia del commerciante; stanco delle numerose richieste estorsive, tra danaro e beni di consumo quali bancali di legna e pellet per combustione, l’uomo si era rivolto ai Carabinieri di Lanciano. Nel corso delle indagini è emerso che “gli indagati, rispettivamente padre e figlio, da alcuni mesi, con minacce consistite nell’adoperare la forza d’intimidazione derivante dalla loro appartenenza ad una famiglia rom – scrive il sostituto procuratore Rosaria Vecchi in un comunicato stampa – lo avevano costretto a consegnarli svariate somme di danaro per complessivi euro 9.000 e merce varia”.
“Nel corso delle attività investigative – prosegue la nota – si aveva modo di accertare che S. D.R. si occupava altresì dello spaccio di stupefacenti vendendo cospicui quantitativi di cocaina “a credito”, riscuotendo in maniera violenta e minacciosa, pertanto nelle forme estorsive, l’illecito prezzo delle trattative commerciali”.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha emesso a carico degli indagati la misura cautelare in carcere “in considerazione della gravità dei fatti in contestazione, della loro negativa personalità in quanto gravati da numerosi precedenti penali e dediti in via pressoché esclusiva al compimento di attività delittuose, essendo privi – conclude il sostituto procuratore nel comunicato stampa – di qualsiasi voglia attività lavorativa, ed avendo evidenziato una elevatissima capacità a delinquere oltre che una notevole capacità intimidatoria”.
Cronaca
- Lanciano: nessuna notizia sui tre bambini allontanati dai genitori
- Its Lanciano e Honda Italia, un nuovo corso per i tecnici del futuro
- Ortona: investito da un camion, anziano ricoverato in gravi condizioni
- Lanciano: danza, musica e teatro per la XII edizione del Flic
- Lanciano: tre bambini allontanati dai genitori
- Altino: uccise la nonna, perizia psichiatrica su Alessandro Carminucci
- STEM e alta tecnologia: accordo tra Its Academy Lanciano e INFN Laboratori nazionali del Gran Sasso
- Alberto Bagnai si è dimesso dalla Camera dei deputati
