[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=qZYYuIPJc8w[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 29 gennaio 2016 – Dopo lo sciopero sulla riduzione delle pause di lavoro in Sevel, arriva la richiesta alla sanità pubblica di indagare sui carichi di lavoro. A chiedere l’intervento della Asl è la Fiom, con i suoi dirigenti locali e nazionali intervenuti in conferenza stampa, a Lanciano: il segretario provinciale Davide Labbrozzi, quello regionale Alfredo Fegatelli, il coordinatore nazionale Fiom per il settore motori e auto Michele De Palma e rappresentanti della Rsa. “Nonostante l’assunzione di 304 dipendenti – dice Labbrozzi – non è stato aggiunto un solo lavoratore in più, perché i contratti a tempo determinato sono stati solo trasformati in contratti a tempo indeterminato applicando il jobs act, che non garantisce il mantenimento del posto di lavoro – sottolinea Labbrozzi – visto che si può licenziare”.
La fabbrica del Ducato ha chiuso il 2015 tagliando il traguardo dei 260.800 furgoni prodotti, segnando un incremento del 14 per cento. Per il 2016 i prevede un obiettivo maggiore di 20 mila veicoli commerciali leggeri, toccando quota 280 mila unità prodotte. Le tute blu della Cgil chiedono aiuto alla politica e alla Asl provinciale per monitorare quanto accade a livello di stress lavorativo e di condizioni psico-fisiche dei lavoratori: “L’accordo del ’71 – precisa la Fiom – prevedeva una saturazione dei lavoratori dell’80%, oggi sfioriamo il 100%”.
“Si produce a rimi serrati in Sevel, come se si avessero a disposizione 300 lavoratori in più”, aggiunge il sindacalista Antonio Teti Rsa.
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