[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=3VdAalpkyIE[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 15 marzo 2016. Ricettazione: la squadra Mobile della Questura di Pescara ha recuperato decine di opere d’arte che lo scorso 23 gennaio erano state rubate ad un noto antiquario pescarese. Il valore del furto di mobili antichi, cornici, orologi da tavolo e quadri d’autore era di oltre un milione di euro. Due persone sono state denunciate per ricettazione.
I ladri erano riusciti ad entrare nella struttura e a portare via parte del materiale presente nel deposito, di notte, dopo aver manomesso un cancello automatico ed aver forzato una grata ed un lucchetto. Le modalità del furto avevano subito fatto ipotizzare che si fosse trattato di un’azione su commissione, ben pianificata, anche perché i malviventi avevano selezionato con cura gli oggetti da rubare, tra cui diversi quadri di noti pittori abruzzesi come Basilio Cascella, Francesco Paolo Michetti, Filippo Palizzi, Carlo Verdecchia e Tito Pellicciotti. Due giorni fa, grazie all’impegno della Sezione Antirapine della Squadra Mobile, è arrivata una svolta importante nelle indagini. Dopo una serie di perquisizioni operate tra Roma e Sulmona (L’Aquila), buona parte della refurtiva è stata recuperata e due persone, già note alle forze dell’ordine, sono state denunciate per ricettazione. Le indagini sono state condotte sotto la direzione della locale Procura – pm Silvia Santoro – con la collaborazione delle squadre Mobili di Roma, dell’Aquila e del commissariato di Sulmona.
I denunciati sono due pregiudicati residenti a Sulmona, M.S, 56 anni, e A.M. (51) di origini siciliane. Il primo è stato fermato due giorni fa a Sulmona, alla guida di un furgone contenente la refurtiva; gli agenti della Mobile lo hanno bloccato e sono riusciti a recuperare il materiale. Nell’abitazione del secondo, durante la perquisizione domiciliare, i poliziotti hanno trovato sul computer un catalogo digitale delle opere in questione. Il deposito svaligiato si trova in via Arapietra, a Pescara. Piuttosto semplice, per i malviventi, il furto, considerato che la struttura non era dotata né di sistema di allarme né di videosorveglianza. I ladri, come ha sottolineato in conferenza stampa il dirigente della Mobile di Pescara, Piefrancesco Muriana, hanno agito in maniera ‘chirurgica’, prendendo solo ciò che gli interessava e che probabilmente era più semplice da ricettare. Le immagini registrate da una telecamera non distante dal deposito hanno consentito di raccogliere i primi elementi investigativi. Le indagini hanno portato gli investigatori fino a Sulmona e a Roma. In particolare, nella capitale, nel corso di una perquisizione, è stata trovata una pistola calibro 7,65 risultata rubata. Sessantadue le opere recuperate, mentre mancano all’appello dei mobili antichi. Il quadro di maggior valore è un Palizzi da 80mila euro. Alcune tele sono state danneggiate, probabilmente durante il furto. Ritrovato anche un tabernacolo del 1700, con purificatorio in lino, che non fa parte del materiale rubato a Pescara. Le indagini proseguono; ulteriori accertamenti sono in corso per capire chi possa aver commissionato il furto e per ricostruire la rete dei soggetti coinvolti.
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