[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=OebNxqfGp2k[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 22 aprile 2016 – “L’ambiente vale” e ancora “Fiumi ripuliti belli e godibili”: questo scriveva Luciano presidente in campagna elettorale nel 2014, ma oggi qualcosa è cambiato. L’ambiente, dopo il voto, vale la metà per il governatore d’Abruzzo? A chiederselo è l’ex consigliere regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, che denuncia all’opinione pubblica il taglio dei fondi all’agenzia regionale per la tutela ambientale: “La Regione ha ridotto di 750 mila euro le somme disponibili per il funzionamento dell’ARTA – scrive Acerbo in una nota -. Incredibile ma vero. In piena emergenza inquinamento la Giunta D’Alfonso ha DIMEZZATO il contributo regionale di funzionamento dell’ARTA di cui all’art. 29 comma 1 lettera b della legge 64/98”. Il taglio dei fondi inficerà il lavoro dell’agenzia poiché diminuiranno i controlli, già risicati, sul territorio abruzzese. “L’Arta – prosegue infatti Acerbo – ha dovuto procedere a una variazione di bilancio che prevede una diminuzione dei controlli su varie matrici. La riduzione più significativa, il 20%, si avrà sui controlli agli impianti di depurazione.

“Nella relazione del direttore generale Mario Amicone – continua Acerbo nella nota alla stampa – si dice che la Regione ha tagliato il trasferimento di 750.000 euro e che tale cifra costituisce il 50% del precedente finanziamento. C’è da domandarsi come mai il direttore generale Amicone non abbia protestato per un simile taglio. La risposta è semplice: trovandosi lì per grazia politica ricevuta non poteva certo mettersi a polemizzare con i suoi sponsor (tra l’altro si tagliano i controlli mica il suo stipendio!)”.
“Suscita qualche perplessità che il taglio avvenga da parte di una maggioranza regionale che si dice di centro-sinistra sostenuta da Sel – incalza il componente della segreteria nazionale di Rifondazione comunista – che avrebbe dovuto raddoppiare i fondi per i controlli non tagliarli. Dispiace constatare che ha dell’incredibile non solo la decurtazione decisa da D’Alfonso (il bilancio è una proposta della Giunta al Consiglio) ma che l’opposizione consiliare non abbia protestato. Se ne saranno accorti?”
“Visto che mi risponderanno che non ci sono soldi – conclude Acerbo – faccio notare che si possono scegliere le priorità e sicuramente i controlli ambientali dovrebbero essere in cima. Ricordo poi che il presidente D’Alfonso aveva annunciato che come prima misura del suo governo regionale ci sarebbe stata la riduzione degli stipendi dei consiglieri e assessori regionali. Invece è rimasto dopo due anni in cima alla classifica dei presidenti più pagati d’Italia”.
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