Portò in Abruzzo due calciatori brasilani.
Si è spento all’età di 74 anni, dopo una lunga malattia, il direttore sportivo Carlo Colacioppo,
uno dei protagonisti dell’epopea del calcio lancianese nella risalita dall’Eccellenza ai professionisti, fino a sfiorare la serie B.
La fiducia del presidente Ezio Angelucci lo portò a dirigere il settore giovanile rossonero.
Era il 1997.
L’anno successivo fu promosso dietro la scrivania della prima squadra, nello straordinario ciclo che vide il club approdare nel Campionato Nazionale Dilettanti per poi vincerlo con largo anticipo e mettere in bacheca anche lo scudetto di categoria.
Fabrizio Castori era alla guida di una compagine di altissimo livello, costruita proprio da Colacioppo in un binomio imprescindibile.
Dalla C2 a sognare ancora, il passo è stato breve: salvezza nel primo anno, nel 2001 il sodalizio frentano è ancora protagonista con la prima promozione in serie C1.
Il diesse, con fruttuosi contatti calcistici in Brasile, intuisce le qualità di Ferreira Pinto e Mezzavilla e li porta in Abruzzo, punti di forza di anni d’oro. La serie B, col Lanciano matricola terribile, sfuma a Taranto, nella semifinale play off.
Con la morte del “presidentissimo” Angelucci si interrompe anche il rapporto col club lancianese.
Dopo le parentesi con Sambenedettese e Val di Sangro, Colacioppo decide di lasciare la sua attività.
Lascia un bel ricordo.

