Evaso dai domiciliari l’indagato per la morte di Andrea Prospero, il giudice lo affida alla zia.
Emiliano Volpe, diciottenne romano indagato per la morte dello studente lancianese Andrea Prospero, è evaso dagli arresti domiciliari.
Avrebbe giustificato l’evasione con l’insostenibile clima familiare e le continue liti tra genitori.
Il giudice lo ha, quindi, fatto trasferire a casa di una zia, sempre in regime di domiciliari.
Volpe, accusato di aver istigato Andrea al suicidio, andrà a giudizio immediato a ottobre prossimo.
Andrea, matricola di informatica a Perugia, venne trovato senza vita il 29 gennaio scorso in un B&b del capoluogo umbro.
A Lanciano protesta il padre Michele, che continua a chiedere giustizia per il figlio, tragicamente scomparso.
Perché non è scattata la misura più restrittiva in carcere, a seguito di evasione?
Si chiede il genitore di Prospero, che ha anche una altra domanda per gli inquirenti:
come mai non si è saputo più nulla dell’altro giovane coinvolto nella morte del figlio,
che secondo la ricostruzione dei fatti, avrebbe ceduto ossicodone e altri farmaci utili al compimento del gesto estremo.
Nel frattempo, a Perugia, ai legali della famiglia Prospero sono stati restituiti gli effetti personali di Andrea, tra cui il computer, utilizzati nelle indagini sulla morte dello sfortunato ragazzo.

