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AstraZeneca: ritirato il lotto Abv2856 del vaccino anti-Covid, utilizzato anche in Abruzzo

Marzo 11
19:36 2021

Sequestri del Nas



Astrazeneca: ritirato il lotto Abv2856 del vaccino anti-Covid, utilizzato anche in Abruzzo

I carabinieri del Nas stanno sequestrando in tutta i Italia dosi del lotto Abv2856 del vaccino anti-Covid prodotto da AstraZeneca, per il quale l’Agenzia italiana del farmaco Aifa ha disposto in via precauzionale il divieto di utilizzo sul territorio nazionale, dopo la segnalazione di alcuni eventi avversi gravi in concomitanza temporale con la somministrazione.

E’ quanto si apprende da fonti del ministero della Salute.

Utilizzato in Abruzzo dal 27 febbraio

Le dosi del vaccino anti-Covid AstraZeneca appartenenti al lotto ABV2856 sono state “ampiamente usate” in tutto l’Abruzzo, come nel resto d’Italia, già “dal 27 febbraio e fino a questa mattina”, ma “ad oggi non sono state segnalate reazioni avverse”. E’ quanto apprende l’Ansa da fonti della Regione a proposito della sospensione del lotto disposta dall’Aifa. Anche in Abruzzo si registra una grande apprensione dopo la circolazione delle notizie relative al blocco: decine le telefonate che arrivano dai cittadini alle Asl, ai 118 e perfino alle redazioni giornalistiche.

Sono migliaia, nel complesso, le dosi appartenenti a quel lotto somministrate in Abruzzo. Prima alla Asl di Teramo, poi a quelle di Chieti e L’Aquila e poi a Pescara. In particolare, negli ultimi due giorni, quel vaccino è stato somministrato al personale scolastico, nel centro di somministrazione allestito al Pala Dean Martin di Montesilvano (Pescara).

“Lo somministriamo ormai da settimane e fino ad ora non abbiamo avuto segnalazioni di reazioni avverse”, conferma il coordinatore regionale della campagna vaccinale, Maurizio Brucchi. Intanto, dopo la sospensione da parte dell’Aifa, anche in Abruzzo, come nel resto d’Italia, i carabinieri del Nas stanno provvedendo al sequestro delle dosi.

Inchiesta in Sicilia

L’Aifa ha deciso, in via precauzionale, il divieto di utilizzo su tutto il territorio nazionale delle dosi del vaccino anti-Covid Astrazeneca del lotto ABV2856 a seguito, tra l’altro, della morte di un militare in Sicilia ‘in concomitanza’ con la somministrazione del vaccino. Sono circa 500mila le dosi contenute in ogni lotto, fa sapere Astrazeneca.

L’Ema, agenzia europea del farmaco, rassicura: “Si può continuare a utilizzare il vaccino, i benefici restano superiori ai rischi”.
Nel frattempo l’uso è stato sospeso in Danimarca, Norvegia e Islanda sospettando un nesso con coaguli di sangue che hanno causato trombosi in pazienti.

La presidente della commissione Ue von der Leyen, in una telefonata con Draghi, dice che “non c’è alcun evidenza di un nesso”, ma che l’Ema “ha avviato una ulteriore review accelerata”.

Arriva intanto l’ok dell’Ema al vaccino monodose di Johnson&Johnson.

In Italia 1,5 mln dosi AstraZeneca, usate almeno 50%

In Italia sono arrivate fino ad oggi 1.512.000 dosi di vaccino AstraZeneca. Secondo gli accordi europei nel nostro Paese entro settembre dovrebbero arrivare oltre 40 milioni di dosi (40,166 milioni per la precisione) del vaccino anglo-svedese suddivise in forniture trimestrali: entro fine marzo era previsto l’arrivo di 5,35225 milioni di dosi, nel trimestre aprile-giugno di altri 10,0425 milioni e nel terzo trimestre luglio-settembre delle ultime 24,77125 milioni di dosi.

Non ci sono al momento dati disponibili su quante somministrazioni di AstraZeneca sono state effettuate in Italia.

Come è noto, però, la maggior parte dei 497.381 soggetti del personale scolastico e dei 157.346 militari delle Forze armate che hanno ricevuto la prima dose è stata vaccinata con AstraZeneca. A questi, si deve aggiungere poi una percentuale (che non è nota) dei 983.716 che non lavorano come operatori sanitari a cui è stata fatta la prima somministrazione.

Al momento, quindi, è plausibile che il numero di dosi di vaccino AstraZeneca somministrate in Italia sia superiore al 50% di quelle arrivate finora.

Chi è AstraZeneca?

La storia di AstraZeneca inizia nell’aprile del 1999 con la fusione di Astra Ab, società svedese costituita nel 1913 e specializzata all’epoca in farmaci gastrointestinali, cardiovascolari, per la respirazione e per l’anestesia, e Zeneca Group, azienda inglese nata nel 1993 dalla scissione in tre diverse società dell’attività della Imperial chemical industries, che operava dal 1926 e si occupava soprattutto di farmaci oncologici e cardiovascolari e aveva anche un ramo impegnato nella produzione di agrofarmaci.

Stando agli ultimi dati di bilancio, l’azienda anglo-svedese ha chiuso il 2020 con un utile netto raddoppiato rispetto all’anno precedente a 3,2 miliardi di euro. Conti spinti da diversi tipi di terapie vendute, che hanno portato il fatturato a registrare un balzo del 9% a quota 26,6 miliardi di dollari, di cui 7,5 miliardi nel quarto trimestre.

Il titolo capitalizza 91,9 miliardi di dollari al Ftse100 di Londra. Ha 76.100 dipendenti, quasi un terzo dei quali nella sede principale di Cambridge. La società è presente in circa 100 Paesi con circa 57.000 dipendenti e 23 siti produttivi dislocati in 16 paesi in cui lavorano circa 10.200 persone. Il gruppo comprende anche 14 centri di ricerca, dislocati in 8 paesi, in cui operano circa 13.000 dipendenti. Forte in Occidente, nel 2009 la società ha cominciato una forte espansione nei mercati emergenti, tra cui la Cina.

In Italia ha 650 dipendenti, di cui circa 200 impiegati nella sede di Basiglio (Milano) e 500 sul resto del territorio nazionale.

Il vaccino sospeso nei Paesi Ue

Diversi Stati hanno adottato misure precauzionali: Austria, Estonia, Lituania, Lussemburgo e Lettonia hanno sospeso le inoculazioni con il lotto sospetto, l’Abv5300. Danimarca, Norvegia e Islanda sono andate oltre: hanno sospeso tutte le somministrazioni del siero di AstraZeneca. L’Italia ha invece bloccato un altro lotto sospetto, l’Abv2856.

Il rischio ora è trovarsi a fronteggiare una paura generalizzata con una conseguente fuga dalla vaccinazione contro il Covid, unica strada per lasciarsi alle spalle la pandemia.

E’ innegabile che ci sia una preoccupazione diffusa, lo dimostra il crollo delle azioni di AstraZeneca in Borsa (-2,5%).

Il caso è scoppiato in Austria. Qui le autorità hanno deciso per prime di sospendere il lotto Abv5300 dopo che a una persona è stata diagnosticata una trombosi multipla (formazione di coaguli di sangue all’interno dei vasi sanguigni) ed è morta dieci giorni dopo la vaccinazione, e un’altra è stata ricoverata in ospedale con embolia polmonare (blocco nelle arterie dei polmoni) dopo essere stata vaccinata.

Le indagini dall’agenzia europea del farmaco

L’Ema è intervenuta già nella serata di ieri per dare notizia dell’avvio dell’indagine e per rassicurare che attualmente “non vi sono indicazioni che la vaccinazione abbia causato queste patologie, che non sono elencate come effetti collaterali di questo vaccino”. Il lotto Abv5300, composto da un milione di dosi, era stato consegnato a 17 Paesi Ue (tra cui non compare l’Italia) ed è al momento sotto esame dal Comitato per la sicurezza dell’Ema, il Prac.

“Le informazioni finora disponibili indicano che il numero di eventi tromboembolici nelle persone vaccinate non sia superiore a quello osservato nella popolazione generale”, scrive l’Agenzia. E lo confermano i dati: a oggi sono stati segnalati 30 casi di eventi tromboembolici tra i 5 milioni di persone vaccinate con le dosi Covid-19 AstraZeneca nello Spazio economico europeo”. La posizione del comitato per la sicurezza (Prac) dell’Ema è che “i benefici del vaccino continuano a superare i suoi rischi e il vaccino può continuare a essere somministrato mentre vanno avanti le indagini sui casi di eventi tromboembolici”.

E’ la stessa linea seguita da Bruxelles: “Seguiamo i pareri scientifici e le indicazioni dell’Ema”, ha spiegato un portavoce della Commissione europea a chi gli chiedeva di eventuali azioni. E’ quanto emerso anche nella telefonata tra la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio, Mario Draghi: “Non vi è alcuna evidenza di un nesso tra i casi di trombosi registrati in Europa e la somministrazione del vaccino AstraZeneca”.

Francia, Germania e Spagna non sospendono

La decisione più saggia a questo punto è mantenere la calma. Da Parigi, il ministro della Salute, Olivier Ve’ran, ha dichiarato che “sulla base dell’indicazioni dell’Agenzia nazionale per la sicurezza dei farmaci, che segue le raccomandazioni dell’Ema, non è necessario sospendere le vaccinazioni con AstraZeneca”. Così anche Berlino che dice “non avere motivo per sospendere i lotti”. “In Spagna non ci sono stati casi e il rapporto tra il vaccino e i decessi non è stato ancora dimostrato”, ha spiegato invece la ministra della Salute spagnola, Carolina Darias. “Da noi non ci sono casi di trombosi legati al vaccino, solo effetti collaterali minori” ha aggiunto, invitando a “prudenza e tranquillità”. 

Italia in attesa indicazioni Ema

Domani Mario Draghi visiterà nel pomeriggio il centro vaccinale di Fiumicino, potrebbe essere quella l’occasione per dare delle indicazioni in più sia sul caso specifico che in generale sulla campagna vaccinale che il governo intende mettere in atto.

Ciò che emerge, comunque, è che anche se ci dovesse essere qualche problema con le dosi di AstraZeneca, non si tratterebbe di un numero di dosi sufficienti a mettere in crisi la campagna di vaccinazione, considerato che l’Italia si attende un arrivo massiccio di dosi entro il secondo trimestre dell’anno anche di altre case farmaceutiche: lo stesso palazzo Chigi l’altro ieri aveva parlato di “un netto incremento delle dosi di vaccino anti Covid disponibili” entro aprile “per un ammontare complessivo di oltre 36,8 milioni di dosi Pfizer AstraZeneca e Moderna“. E ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha detto che l’auspicio è che si arrivi a 50 milioni di dosi di vaccino per il secondo trimestre e fino a 80 milioni nel terzo trimestre”.

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