La recente ripresa degli investimenti dipende dalla sospensione delle regole europee, più che dal PNRR.
Duro affondo del Responsabile Economia della Lega, l’On. Alberto Bagnai, durante l’evento “Idee in movimento” che si sta svolgendo tra Roccaraso e Rivisondoli.
Nel corso della tre giorni di dibattito politico, il parlamentare, eletto nel collegio uninominale di Chieti, ha analizzato l’andamento economico nazionale, puntando il dito contro i vincoli europei.
“A causa dell’austerità imposta dall’UE e avallata dalla sinistra, il Pil italiano è rimasto fermo per ben 17 anni“,
ha dichiarato Bagnai. Un dato che l’esponente leghista ha messo a confronto con il secondo dopoguerra: se la crisi bellica durò dieci anni — permettendo il ritorno ai livelli del 1939 già nel 1949 — le attuali regole avrebbero causato un ristagno ancora più prolungato.
Bagnai ha espresso forti perplessità anche sul PNRR, definendolo un semplice debito dai costi burocratici esorbitanti e dai tassi non chiari.
“Siamo sicuri che sia l’unico modo per investire?”,
ha incalzato, ricordando come prima del 2010 l’Italia garantisse alti livelli di investimento pubblico senza tale strumento. Per il deputato, la vera ripresa dipende dalla sospensione dei parametri europei piuttosto che dalle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
