
La vicenda era legata alla diffusione allo stadio di un cd musicale in occasione della gara di C1 Lanciano-Lucchese, il 25 novembre 2007, il cui inno rossonero, nel refrain, diceva ‘Tatò, Tatò, Tatò’. Secondo le accuse della procura frentana il brano, composto da Berghella, faceva riferimento in senso dispregiativo alla persona di Di Campli, noto a Lanciano col soprannome di ‘Tatone’. In primo grado, l’11 dicembre 2014, Berghella fu condannato al pagamento di 400 euro di ammenda e di 5 mila euro di risarcimento in favore di Donato Di Campli, che ne aveva chiesti 50 mila. Nello stesso processo di primo grado vennero, invece, assolti Patrizia Patrizi Bernardi, l’allora vice presidente della SS Lanciano calcio, moglie dell’ex presidente Paolo Di Stanislao, e l’amministratore Alfredo Di Paolo. All’epoca il cd musicale venne anche sequestrato dalla magistratura.
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