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Casalbordino: Soa denuncia, distrutta la camomilla delle dune

Marzo 18
19:57 2021

Arata la spiaggia



Dopo Vasto (Chieti), ruspe sull’arenile anche a Casalbordino. Distrutte decine di piante della rarissima e scenografica Camomilla delle spiagge.

La denuncia è della Stazione ornitologica abruzzese e del Gruppo Fratino, che accusa le amministrazioni comunali delle due località costiere.

“Dopo l’arenile della Riserva delle Dune di Vasto anche un’ampia area a Casalbordino, nella parte sud della costa, è stata completamente arata, nonostante – spiega Augusto De Sanctis – fosse un sito noto di nidificazione del Fratino (con segnalazione fin dal 2011) e ospitasse un rarissimo nucleo della meravigliosa e scenografica Camomilla delle spiagge (Anthemis maritima)”.

Si precisa che nel video del Tgmax si mostrano le dune a nord del litorale di Casalbordino con la presenza della caratteristica camomilla e la parte sud arata. 

“I lavori – prosegue De Sanctis in una nota – hanno completamente distrutto queste piante legate ai litorali che tra poco avrebbero reso quel luogo un vero e proprio giardino fiorito. Insieme con altre piante dei prati dunali pionieri, come l’erba medica marina, dai fiori gialli, formavano una vegetazione specificatamente protetta dalla Legge Regionale 45/1979. Un intervento che segue quello realizzato nella Riserva delle Dune di Vasto, altro sito di riproduzione del Fratino”.

“Sono anni – ricorda De Sanctis – che le associazioni inviano a tutti gli enti, comuni compresi, dettagliate segnalazioni e richiami al rispetto delle norme, dando anche la disponibilità per sopralluoghi e assistenza”. 

Il comunicato stampa di Soa e Gruppo Fratino

Il sindaco di Vasto Menna e l’assessore Cianci hanno risposto sostenendo di aver rispettato le procedure previste citando un proprio disciplinare di gestione. Ci chiediamo se l’abbiano letto visto che basta sfogliarlo per verificare agevolmente come il comune abbia violato diverse regole lì contenute per la pulizia dell’arenile, cioè la parte antistante le dune.

Tra queste, quella che prevede che la pulizia straordinaria dell’arenile possa essere svolta esclusivamente tra il 20 aprile e il 20 maggio.

Inoltre la pulizia meccanica tra il 15 marzo e il 15 luglio (e il fatto si è verificato il 17 marzo) deve essere preceduta da una verifica della presenza del Fratino da parte di personale specializzato. In caso di presenza la pulizia può avvenire esclusivamente a mano.

Il Gruppo Fratino Vasto nei giorni scorsi aveva osservato alcuni individui della specie, la cui presenza è comunque stranota a tutti a Vasto da decenni.

È ovvio che se si interviene alterando completamente e preventivamente i siti potenziali di riproduzione e togliendo i detriti che servono alla specie per camuffare il nido la specie non si riprodurrà.

Tra l’altro le misure di mitigazione della Valutazione Ambientale Strategica e della Valutazione di Incidenza Ambientale del Piano del Demanio Marittimo Regionale  approvato dal Consiglio Regionale impongono ai comuni, nelle aree note di riproduzione della specie di, testualmente:
-lasciare il più possibile il materiale spiaggiato naturale sul litorale, questo contribuirebbe anche ad una mitigazione dell’erosione costiera;
per le spiagge libere è necessario ritardare il più possibile (o evitare completamente) la “pulizia” con mezzi meccanici provvedendo all’inizio con pulizia a mano per garantire la presenza delle piante annuali (come la Silene colorata) e la riproduzione del Fratino;
-laddove sia scientificamente provata la presenza del fratino, durante il periodo riproduttivo, la pulizia delle spiagge con mezzi non meccanici fino a stagione riproduttiva terminata. E’ inoltre auspicabile lasciare un adeguato buffer attorno al nido una volta individuato, tenendo conto del particolare status di protezione accordato alla specie a livello Comunitario
“.

Inoltre il Sindaco Menna e l’Assessore Cianci sembrano ignorare che il Piano Faunistico Venatorio della Regione vieta la pulizia meccanica delle aree di spiaggia libera in cui sia stato osservato il Fratino dopo il 15 marzo.

Infine la Legge quadro sulle aree protette regionali, la 38/1996, vieta ogni disturbo alle specie animali e l’alterazione dell’habitat di riproduzione.

Per ora tralasciamo le altre norme nazionali e internazionali, come la Direttiva 147/2009/CE “Uccelli”, che prevedono forme stretta di tutela per i siti di riproduzione di questa specie.

Sono anni, tra l’altro, che inviamo a tutti gli enti, comuni compresi, dettagliate segnalazioni e richiami al rispetto di tali norme, dando anche la disponibilità per sopralluoghi e assistenza.

Nelle prossime ore invieremo alle istituzioni due segnalazioni dettagliate; auspichiamo che tutti, a partire dalla Regione Abruzzo, intervengano per imporre il rispetto delle proprie leggi e dei propri piani.

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