[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=K9uNVNzdnkY[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 20 maggio 2016 – Dopo la Virtus Lanciano che aveva con un duro comunicato stigmatizzato il nuovo procedimento a carico della società, questa mattina è sceso in campo anche il primo cittadino Mario Pupillo (che è anche presidente della Provincia di Chieti), con la presentazione di un esposto alla magistratura. “Altro che ‘caso Lanciano’, questo diventerà il ‘caso Italia’ – commenta Pupillo, che a sostegno della sua ricandidata per le Amministrative del 5 giugno ha anche la lista Lanciano Vale con a capo Valentina Maio, presidentessa della Virtus -. 

La denuncia penale è contenuta in tre pagine, oltre la documentazione acclusa; vi si legge: “si faccia chiarezza nei confronti di tutti coloro che saranno ritenuti responsabili sull’ipotesi di reato di estorsione e minacce aggravate nei confronti degli organi inquirenti di Giustizia Sportiva, rea a sua volta di aver sottostato a forme di ricatto e pressioni di vario genere”. Pupillo, accompagnato dall’avvocato Orlando, ha poi spiegato alla stampa il perché dell’esposto denuncia: “Pensiamo a un accanimento terapeutico contro la Virtus – ha detto Pupillo – che ha conquistato la salvezza sul campo e solo per non aver versato dei contributi Inps rischia di perdere la serie B quanto è stato constatato negli anni scorsi trattamenti diversificati e meno severi di questo per illeciti sportivi. Mischiamo, confondiamo e paragoniamo illecito sportivo a un mero atto amministrativo, senza contare la tempistica. Poi una Procura Federale che si mette contro la Corte d’Appello è un assurdo, il tutto con velocità da centometristi e tempi ristrettissimi per difendersi. Non lascia tranquillo né me né cittadini e tifosi e la stessa Virtus l’anomala procedura e l’atteggiamento persecutorio. Vogliamo capire come mai squadre che si sono comprate le partite, e anche quelle che se le sono vendute, non hanno subito nulla. Le piccole città, che dovrebbero essere un esempio, danno invece fastidio. Ci siamo trovati di fronte ad atti illegittimi e privi di etica”.
L’avvocato Orlando aggiunge: “la denuncia nasce anche perché non c’è traccia nella casistica nazionale che è stato impugnato un provvedimento di Corte d’Appello davanti al collegio di garanzia del Coni. In questo caso sono due i ricorsi, quello della Procura Federale e di quella generale del Coni a distanza di un giorno, con termini ristretti e inusuali. La procura di Lanciano faccia chiarezza su taluni procedimenti strani e per verificare se gli organi sportivi abbiamo subito pressioni, su cui noi abbiamo forti dubbi. Nel 2015 Reggina, Novara, Catania hanno riavuto punti e nessuno si è mosso. Tutti ora si muovono come carri armati contro la lumaca. Da tener inoltre conto che il presidente Abodi per la prima volta ha fatto spostare i play out”. Nell’esposto sono stati indicati i diretti interessati ai contestati provvedimenti sportivi che oltre ad Abodi sono, per gli interessi di salvezza, i presidenti del Livorno e Salernitana.
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