
Biagio G., invece di usare il permesso solo per andare al lavoro, non aveva resistito al richiamo della sala giochi e inutilmente ha chiesto alla Suprema Corte di non considerare reato il suo comportamento dal momento che l’allontanamento dai luoghi ‘consentiti’ era stato inferiore alle dodici ore. Gli ‘ermellini’ – sentenza 28766 depositata oggi – gli hanno replicato che “è pacifico” che il suo comportamento “integra il reato di evasione” in quanto ha violato le prescrizioni degli arresti domiciliari, e hanno confermato il ‘no’ alle attenuanti generiche come stabilito dalla Corte di Appello di Perugia il 18 ottobre 2013.
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