Una chiesa rurale a Fossacesia.
Domenica 10 maggio, in occasione della XXXII edizione della manifestazione nazionale “Chiese Aperte”, il territorio frentano torna a svelare i suoi tesori più preziosi.
L’iniziativa, promossa dall’Archeoclub d’Italia, vede la partecipazione attiva della sede di Lanciano, presieduta dal prof. arch. Umberto Nasuti, con un’apertura straordinaria dedicata alla chiesa di San Silvestro a Villa Scorciosa, nel comune di Fossacesia.
L’evento di quest’anno assume un significato profondo, inserendosi nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226–2026). La chiesa di San Silvestro, pur avendo origini benedettine risalenti all’XI secolo, fu infatti riedificata proprio durante gli anni in cui visse il “Poverello d’Assisi”, riflettendo nelle sue nude pietre e nella semplicità della navata unica quell’austera spiritualità che ha segnato il Medioevo.
La storia del sito è densa di fascino.
Nata come insediamento dipendente dall’Abbazia di San Giovanni in Venere, la struttura fu al centro di secolari contese tra le diocesi di Chieti e Lanciano, risolte solo nel 1623.
Durante l’apertura straordinaria, i visitatori potranno ammirare il portale in stile gotico cistercense, gemello di quello della chiesa di San Francesco a Lanciano, e i resti degli affreschi che un tempo decoravano il presbiterio.
Oggi San Silvestro rappresenta anche una tappa fondamentale del “Cammino della Pace”, l’itinerario di 550 chilometri che collega L’Aquila a Monte Sant’Angelo, nel Foggiano. Incastonata in un paesaggio collinare di rara bellezza, tra Lanciano e la costa dei trabocchi, la chiesetta rurale testimonia il perfetto equilibrio tra architettura sacra e natura.
L’appuntamento è per domenica con orari 10:00-13:00 e 15:00-18:00. Un’opportunità imperdibile per riscoprire un patrimonio locale
che parla di devozione, storia e bellezza senza tempo.
Della chiesa si hanno notizie dal 1087 quando apparteneva all’Abbazia di San Giovanni in Venere. L’abate Giovanni la cedette a Rainulfo, vescovo di Chieti, documentato all’incirca dal 1095 al 1105, figura chiave nel consolidamento del potere normanno e della signoria episcopale nel territorio teatino, a cui si attribuisce anche la costruzione del primitivo castello medievale della Scorciosa.
Dopo il 1515 fu a lungo contesa, anche con scontri violenti tra la diocesi di Chieti e la neonata diocesi di Lanciano. La chiesa passò definitivamente a Chieti nel 1623.
Le mura di nude pietre richiamano il gusto romanico e la semplicità francescana. Un portale di pietra in stile gotico cistercense, identico a quello della chiesa di San Francesco di Lanciano, sede del Miracolo Eucaristico, è l’unico ornamento della facciata. Abbandonata per diversi decenni,
la chiesa è stata restaurata e riaperta al culto nel 2009.
All’interno vi è un’unica navata coperta a capriate lignee e i visitatori potranno apprezzare l’ambiente semplice e austero con due nudi altari laterali e il presbiterio sopraelevato rispetto al resto dell’aula. Sulla parete di fondo, dietro l’altare, sono ancora visibili porzioni di un affresco che doveva originariamente decorare lo spazio.

