Per Sicari Colantonio decisivo, Carbone corteggiato.
Le urne hanno parlato, ma la partita è tutt’altro che chiusa.
Giovanni Legnini, candidato del centrosinistra, e Cristiano Sicari, espressione di una parte del centrodestra, si sfideranno al ballottaggio del 7 e 8 giugno 2026 per la guida della città. Nelle ore successive allo scrutinio è scattata la corsa alle alleanze verso apparentamenti ufficiali, si stringono contatti,
si tenta di convogliare verso i due candidati sindaci ogni voto rimasto orfano al primo turno.
Legnini si presenta all’appuntamento da favorito, ma nel mondo della politica il ballottaggio è considerato una sfida a sé: si ricomincia dallo zero a zero, una nuova elezione in cui i numeri del primo turno contano fino a un certo punto.
Il quadro delle alleanze è ancora tutto da definire.
La coalizione di Alessandro Carbone — quarto con 1.231 voti (4,76%) — sarebbe già spaccata: se una parte resta orientata verso Legnini, un’altra è fortemente corteggiata dal centrodestra. A condurre le trattative in prima persona sarebbe il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, deciso a recuperare terreno in vista del secondo turno. Sicari, con 7.106 preferenze e il 27,47%, dovrà costruire la sua rimonta anche puntando sui voti di Mario Colantonio, Lega — terzo con 4.304 preferenze e il 16,64% — il cui orientamento resta l’altro nodo politico più atteso delle prossime ore.
Sul fronte delle liste, il dato che più colpisce è l’affermazione di Forza Italia: con 3.468 voti e il 14,24% il partito azzurro si impone come prima forza politica della città.
Alle sue spalle Fratelli d’Italia con 2.824 voti (11,59%), la lista civica Sindaco Legnini Chieti 2026 con 2.841 voti (11,66%), il Partito Democratico con 2.723 voti (11,18%) e la Lega con 2.667 preferenze (10,95%).
Nelle preferenze individuali domina Liberato Aceto della Lega: il consigliere uscente e direttore dell’area chirurgica della Asl provinciale ottiene 419 voti, risultando il candidato consigliere più votato dell’intera tornata. Alle sue spalle Mattia Di Paolo di Forza Italia con 404 preferenze e Luigi Febo con 293. Nel Pd la più votata è Chiara Zappalorto con 287 voti, davanti a Stefano Rispoli (272) e all’ex sindaco Diego Ferrara (247). La composizione definitiva del consiglio comunale resterà sospesa fino all’esito del ballottaggio, quando il premio di maggioranza ridisegnerà gli equilibri della futura amministrazione teatina.
