La difesa del Coni Abruzzo: “Non sapevamo chi fossero”.
Quella che doveva essere una celebrazione delle eccellenze sportive si è trasformata in un clamoroso caso politico e istituzionale.
La “Festa Provinciale dello Sport” di Chieti, organizzata dal Coni locale lo scorso venerdì presso l’Università “G. d’Annunzio”, è finita al centro di una bufera che dalle colline teatine è arrivata fino a Roma, portando il presidente nazionale del Coni, Luciano Buonfiglio, a chiedere ufficialmente le dimissioni del delegato provinciale Massimiliano Milozzi.
Il fatto: premiati leader della curva con Daspo fino a 9 anni
Il “cortocircuito” è avvenuto quando sul palco sono saliti sei rappresentanti della Curva Volpi per ritirare una targa alla memoria di Michael Luciani, giovane tifoso scomparso in un incidente, e un riconoscimento per l’attaccamento ai colori neroverdi. Tra i presenti, però, sono stati identificati quattro ultras colpiti da Daspo, con provvedimenti che variano dai 2 ai 9 anni. Tra questi anche Francesco Salvatore, leader della curva, sanzionato per gli scontri con la tifoseria dell’Avezzano.
Le foto della premiazione, che ritraggono i “daspati” insieme a campioni dello sport e autorità, inclusi vertici della Polizia Locale, hanno fatto il giro del web, scatenando l’indignazione dei vertici sportivi.
La difesa del Coni Abruzzo: “Non sapevamo chi fossero”
Il presidente del Coni Abruzzo, Antonello Passacantando, ha tentato di gettare acqua sul fuoco parlando di “assoluta buona fede”. Secondo la versione regionale, il premio era destinato alla tifoseria nel suo insieme per l’impegno sociale e non ai singoli individui:
“Non vi era alcuna conoscenza preventiva sull’identità di chi avrebbe materialmente ritirato il riconoscimento”,
ha precisato Passacantando. Silenzio, per ora, dal sindaco di Chieti, Diego Ferrara, nonostante il sito del Comune ospiti un post celebrativo dell’evento.
L’affondo di Buonfiglio: “Comportamento inaccettabile”
La giustificazione della “mancata conoscenza” non ha però convinto il presidente nazionale Luciano Buonfiglio, che oggi ha usato toni durissimi:
“Condanno fortemente quello che è successo a Chieti. Noi ci battiamo per la legalità e un comportamento del genere non lo accetto. Mi auguro che Milozzi si renda conto e faccia un bel passo indietro“.
La richiesta di dimissioni gela i vertici locali e segna una spaccatura profonda tra la base territoriale e il governo centrale dello sport italiano, proprio sul tema della trasparenza e del rispetto delle norme etiche negli stadi.

