Il sindaco scrive alla Regione contro la nuova legge sui Comuni montani.
“La montagna ad Atessa inizia dove finisce la fabbrica”:
è questo il grido d’allarme lanciato dal sindaco Giulio Borrelli in una lettera durissima inviata ai vertici della Regione Abruzzo per sventare il declassamento del Comune causato dalla nuova Legge 131/2025.
Il primo cittadino ha alzato ufficialmente la voce contro il rischio di veder sparire finanziamenti vitali, denunciando il paradosso di un territorio che, pur essendo il motore economico della regione,
viene oggi trattato come un “gigante dai piedi fragili”
a causa di criteri burocratici che ignorano la realtà geografica.
Nella nota indirizzata all’assessore Santangelo e ai presidenti Marsilio e Sospiri, Borrelli ha ribadito che la montagna è una “condizione complessa, non un numero scritto su una carta topografica”, contestando un’esclusione che priverebbe la comunità di risorse fondamentali per la sicurezza idrogeologica, la manutenzione delle strade e la sopravvivenza delle scuole nelle frazioni.
Il sindaco ha definito inaccettabile che
il riconoscimento della natura montana venga ridotto a una semplice “operazione contabile”,
ignorando che Atessa è un vero “Comune-Arcipelago” con 80 contrade distribuite su 110 chilometri quadrati e pendenze che superano il 20%.
Rivendicando uno status che è un “dato fisico e orografico, non una concessione politica”, Borrelli ha chiesto l’apertura immediata di un tavolo tecnico per evitare che il polo industriale diventi un pretesto per negare i fondi sulla resilienza, proprio mentre lo Stato trattiene la gran parte del gettito IMU prodotto dalle fabbriche locali.
La battaglia è ormai aperta: Atessa non intende rinunciare alla propria identità montana né accettare parametri che penalizzino i cittadini in nome di una fredda interpretazione dei numeri.

