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Coronavirus: nuove restrizioni in Abruzzo, la decisione nel pomeriggio

Novembre 16
11:59 2020

Ora i tavoli tecnici



Nicoletta Verì, assessore regionale alla Sanità.

La fuga in avanti del vicepresidente Emanuele Imprudente (Lega), poi il freno del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia).

Le nuove restrizioni per contrastare il contagio da coronavirus in Abruzzo sono state chieste dal Comitato tecnico scientifico, ma la maggioranza che governa la Regione si spacca: chiudere “scuole e negozi”, come invoca il vicepresidente, oppure “si chiude dove serve”, come sostiene Sospiri?

In queste ore nuovi tavoli tecnici sono in corso, la decisione verrà presa nel pomeriggio.

Nel frattempo interviene l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì.

“L’istituzione della zona rossa in Abruzzo è stata proposta dal Comitato tecnico scientifico regionale, di cui fanno parte infettivologi e tutti gli operatori sanitari coinvolti nella gestione dell’emergenza Covid”, dice l’assessore.

È un parere importante, ma “non vincolante”, precisa la Verì, “sul quale stamattina si terranno una serie di tavoli tecnici con gli enti locali, l’ufficio scolastico regionale e tutti gli altri portatori di interesse”.

Al termine di questo confronto si farà una sintesi e la Regione, attraverso un’ordinanza del presidente Marco Marsilio, prenderà una decisione.

“Va anche detto che in Abruzzo la velocità della trasmissione del contagio è purtroppo molto importante e – sottolinea la Verì – dalle aree interne dell’Aquilano e del Teramano si sta spostando anche nelle zone costiere, che sono quelle più densamente popolate e urbanizzate”.

In particolare, aggiunge l’assessore regionale alla Sanità, si registra “un aumento dei focolai e anche dei casi non legati a catene di trasmissione note, a conferma che il virus sta circolando molto velocemente”.

“Questo potrebbe mettere a rischio la tenuta del sistema sanitario, che è bene ribadirlo è in sofferenza, ma finora ha sempre garantito un posto letto e cure adeguate a tutti i pazienti”, precisa Verì. “L’indice di occupazione delle terapie intensive è intorno al 30 per cento e quello di area medica intorno al 40. Significa che siamo in zona di allerta e dobbiamo dunque intervenire tempestivamente per evitare che la situazione peggiori e garantire la sicurezza del sistema”.

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