
“L’incontro con il rappresentante del Governo è ancora più attuale – si legge nella nota dell’ufficio stampa del candidato D’Amico – dopo l’ennesima pessima notizia dei giorni scorsi: il trasferimento del sostituto procuratore Anna Benigni, che segue l’annuncio della partenza del procuratore Francesco Menditto. Un’altra tegola che cade sul Tribunale di Lanciano e sul suo futuro sempre più incerto, soprattutto in questo momento in cui l’emergenza sicurezza si fa sentire ogni giorno di più”.
“In occasione della gradita visita della senatrice Chiavaroli a Lanciano – prosegue D’Amico – ho avuto modo di rappresentarle la grave situazione del nostro Tribunale, che interessa non solo tutti gli operatori del settore, ma l’intero comprensorio. La chiusura del Tribunale – commenta Errico D’Amico – determinerà la privazione del nostro territorio di Uffici e Servizi Giudiziari posti a garanzia della legalità e dei diritti dei cittadini e la riduzione dei presidi di sicurezza connessi alla Procura (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza). Inoltre i cittadini subiranno un aggravio dei costi di accesso alla giustizia, dovendo far valere i propri diritti in Tribunali distanti da Lanciano”.
Una situazione che il candidato definisce “paradossale”, quella che vede “il nostro Tribunale ai primi posti in Italia in quanto ad efficienza (secondo i dati ministeriali) e, nel contempo, in procinto di chiudere entro il 2018 a causa della riforma della geografia giudiziaria che prevede la soppressione dei cosiddetti “tribunali minori”, senza tener conto delle difficoltà logistiche e, soprattutto, della morfologia dei territori”.
“Il centro città e tutta l’economia che ruota attorno al Tribunale verrebbe penalizzata irreparabilmente. Un contraccolpo negativo verrà inferto anche alle categorie professionali: avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri, architetti, geometri ecc. – prosegue il candidato sindaco – Bisogna porre l’accento sul territorio e come dico ormai da mesi, far ritornare Lanciano al centro perché se muore Lanciano, muore tutto il circondario”.
“Ho ascoltato con grande interesse tutte le problematiche esposte – ha risposto il sottosegretario Chiavaroli – e mi farò portavoce di questa grave situazione nelle sedi ministeriali per trovare le opportune soluzioni tecniche”.
“La nostra città negli ultimi anni ha subito la chiusura di numerosi uffici pubblici, con riduzione dei servizi per i cittadini e incidenza negativa sull’economia cittadina. Ora – conclude D’Amico – bisogna invertire la tendenza e difendere i servizi che la città ancora offre, a partire dal Tribunale di Lanciano”.
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