Pescara, 9 marzo 2015 – Il Forum Acqua esprime “forte preoccupazione per la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato l’ingiunzione del settembre 2013 del Ministero dell’Ambiente a Edison per l’immediata bonifica delle discariche Tremonti e 2A e 2B a Bussi”. Nella recente sentenza il Consiglio di Stato “ha censurato la scelte del Direttore generale del Ministero, Pernice, di ricorrere, quale motivazione alla base dell’ingiunzione, ad una norma del 1995 relativa a un tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, e in particolare sul comma 32, recante una sanzione pecuniaria per l’esercizio di discariche abusive o l’abbandono di rifiuti. Una norma che era addirittura abrogata“
. “Il Consiglio di Stato ha chiarito che bisognava seguire la norma vigente, il Testo Unico sull’Ambiente, che dal 2006 regola tutto il procedimento di messa in sicurezza e bonifica – spiega il Forum -. La lettera del settembre 2013 aveva suscitato qualche perplessità per una semplice ragione: se bastava una lettera di una pagina e mezza e il ricorso ad una legge del 1995, come mai il Ministero aveva tirato fuori l’argomento a sei anni dalla scoperta della Discarica Tremonti e a cinque dalla perimetrazione del Sito nazionale di bonifica? Il Forum Acqua stigmatizza l’ennesima perdita di tempo di due anni con procedure degne dell’aforisma di Flaiano che diceva ‘In Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco’
. “Sono passati 11 anni dalla presentazione del Piano di caratterizzazione di Solvay che già nel 2004 aveva evidenziato il gravissimo stato di contaminazione dell’area; 8 anni dal sequestro delle discariche Tremonti e 2A e 2B; 7 anni dal Decreto di perimetrazione del Sito nazionale di bonifica. Abbiamo un Commissario straordinario, Goio, e un apparato ministeriale che costano centinaia di migliaia di euro all’anno solo in stipendi di alti dirigenti (mentre i funzionari sono precari con contratti rinnovati di due mesi in due mesi) che dovrebbero lavorare per un unico obiettivo, la bonifica. A oggi neanche un metro quadro di terreno delle discariche è stato riqualificato. In altri paesi sarebbero cascate teste burocratiche da tempo, visto che in dieci anni in Germania nella Ruhr hanno riparato un’intera regione massacrata dalle industrie del Novecento. Qui non sono stati ancora realizzati i piani di caratterizzazione delle aree pubbliche, cioè non ancora abbiamo il quadro definitivo della contaminazione. Crediamo sia venuto il tempo di chiedere conto delle loro scelte, delle loro attività e, soprattutto, dei risultati raggiunti al Direttore del Ministero Pernice e al Commissario Goio. Senza assunzione di responsabilità la bonifica resterà una chimera”.
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